Cronaca / Tirano e Alta valle
Venerdì 17 Luglio 2026
Il trenino rosso viaggia verso Livigno
Pronto lo studio per portare la ferrovia nel piccolo Tibet
Lettura 2 min.Livigno
Il viaggio, in treno, verso il futuro è iniziato. Stazione di partenza la sala consiliare del municipio di Livigno sede di presentazione dello studio di prefattibilità del collegamento ferroviario Livigno – S-Chanf, località dell’ alta Engadina. Subito i numeri per renderci conto della portata dell’intervento.
« Il collegamento Livigno – S’Chanf su linea a scartamento ridotto come è la ferrovia svizzera consentirebbe di avere dai 68 mila a 192 mila passeggeri l’anno»- rivela Thomas Valentini, dell’Alot, la società che sta eseguendo il masterplan. «E’ importante guardare al futuro, a chi arriverà dopo di noi ed il progetto si inserisce in quest’otica- afferma il sindaco di Livigno, Remo Galli. Il brutto della politica tante volte è invece quello di guardare di realizzare esclusivamente opere che possono essere inaugurate da chi le ha volute. Noi ringraziamo le amministrazioni comunali che ci hanno preceduto, che hanno iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi e dato un’importante base di partenza per quello che è il cammino che ci attende». Tecnicamente la serata è servita per per presentare il quadro esigenziale, ovvero i motivi per i quali è bene realizzare l’opera, su tutti quello di ridurre l’accesso di auto su Livigno che attualmente ha numeri di capogiro, 1 milioni di auto l’anno. « Il quadro esigenziale non è un passaggio tecnico fine a se stesso ma è molto importante- sostiene il presidente della Provincia, Davide Menegola-. Noi crediamo in questo sviluppo come nel collegamento via treno da Tirano a Bormio e alla sistemazione della stazione ferroviaria di Tirano. Siamo tutti uniti nella stessa direzione ed è un aspetto fondamentale. Quest’opera consentirà a Livigno di affacciarsi all’Europa anche su rotaia. I rapporti con la Svizzera sono quotidianità per noi».
La società che si è occupata dello studio, l’Alot, ha raccolto dati già esistenti su popolazione delle zone coinvolte, il traffico, e ha mostrato già quelli che sono i vantaggi: «Attualmente Livigno ha 1 milione di passaggi veicolari l’anno ed ovviamente l’opportunità di poter essere raggiunta via treno farà cambiare le abitudini non solo dei livignaschi- un migliaio i frontalieri che ogni giorno raggiungono la Svizzera, ma andrà ad ampliare tutte le località dalle quali diventerà appetibile affrontare il viaggio in treno verso Livigno spiega Valentini. Grazie al collegamento ferrovia Livigno- S’chanf raggiungere in treno Sankt Moritz passerà dalle 2 ore attuali a 57’, anche il tempo di raggiungimento di Zurigo si abbasserà di un’ora rispetto alle 5 attuali. La nostra analisi parte da dati concreti su popolazione, afflusso turistico, rete viabilistica. ».
Gli fa eco Guido Piccoli della stessa società: «Abbiamo verificato che il territorio è unito sull’ipotesi di un progetto del genere è questo è importante quando ci presenteremo a Regione Lombardia- afferma Piccoli-. Il Comune di Livigno ha fatto un ottimo lavoro sa dove vuole arrivare. Il nostro studio proseguirà fino al 2027. Seguirà la fase nella quale si valuterà la sostenibilità economica del progetto, ovvero i benefici che si avranno in cambio delle esose spese previste». Soddisfazione anche da parte del sindaco di S-Chanf, Gian Andrea Bott presente in aula: «Prima di diventare sindaco avevo letto di questo progetto sui giornali. Noi siamo il Comune più vasto dell’ alta Engadina e siamo felici di poter utilizzare il nostro territorio per un’opera così importante che ci unisce agli amici al di qua della montagna. Il trenino rosso ha oltre 100 anni di storia, speriamo di poter fare qualcosa che duri anche per i prossimi cento». Il trenino dei desideri fa è un progetto interreg.
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