Cronaca / Tirano e Alta valle
Domenica 29 Marzo 2026
Grosio: i carabinieri sequestrano la cava di Vernuga
Le autorizzazioni erano scadute e veniva usata come una discarica
Grosio
I carabinieri del Gruppo forestale hanno posto sotto sequestro, nella mattinata di ieri, la cava situata in località Vernuga, nel territorio comunale di Grosio. Il provvedimento è scattato al termine di una serie di accertamenti che hanno fatto emergere irregolarità significative nella gestione del sito estrattivo.
Secondo quanto ricostruito, l’attività risultava priva delle necessarie autorizzazioni in corso di validità. L’ultima proroga concessa che è possibile rintracciare sul sito della Provincia di Sondrio risale infatti al 2021 e, forse proprio da allora, non sarebbero stati rinnovati i titoli indispensabili per proseguire le operazioni. Un elemento che, da solo, rappresenta già una violazione rilevante sotto il profilo amministrativo e ambientale.
Ma non è tutto. I militari hanno infatti accertato come l’utilizzo dell’area fosse «in assoluta difformità» rispetto a quanto autorizzato. La cava, destinata alla produzione di pietrisco e gneiss attraverso la normale attività di coltivazione, sarebbe stata di fatto trasformata in una discarica non autorizzata. Al posto dell’estrazione di materiale lapideo, nell’area venivano conferiti e accumulati rifiuti di diversa natura. In particolare, sono stati rinvenuti consistenti quantitativi di terra e rocce da scavo, ma anche materiali riconducibili a demolizioni edilizie e a lavori stradali. Una tipologia di rifiuti che, se non gestita correttamente e nel rispetto delle normative vigenti, può comportare rischi ambientali e richiede specifiche autorizzazioni e controlli. Alla luce di quanto emerso, è stato disposto il sequestro preventivo del sito, con l’obiettivo di interrompere immediatamente le attività ritenute illecite e prevenire ulteriori conferimenti. L’area è stata quindi posta sotto sigilli, mentre proseguono le indagini per chiarire nel dettaglio la portata delle violazioni, individuare i responsabili e ricostruire i flussi dei materiali smaltiti nel tempo. La cava di Vernuga non è nuova a polemiche e contestazioni. Già nel 2014 i residenti della frazione avevano espresso forte preoccupazione per l’attività, promuovendo una petizione che aveva raccolto numerose adesioni. Da quell’iniziativa era scaturita un’indagine dell’allora Corpo forestale dello Stato, nell’ambito della quale erano state ipotizzate diverse fattispecie di reato, tra cui associazione a delinquere, corruzione, truffa, frode in pubbliche forniture, falso, furto, abuso d’ufficio e traffico illecito di rifiuti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA