Grosio, riapre l’area di raccolta differenziata dopo il sequestro

Dopo un anno e mezzo di chiusura e adeguamenti strutturali, tolti i sigilli su disposizione della Procura di Sondrio. Restano indagati il sindaco e il responsabile dell’ufficio tecnico.

Grosio

Da oggi il comune di Grosio è tornato in possesso della sua area di raccolta differenziata. La procura di Sondrio ha dato il nulla osta al dissequestro definitivo ed i carabinieri Forestali di Grosotto, che avevano effettuato il sequestro dell’area, hanno tolto i sigilli ai cancelli.

«Ora la affideremo alla Secam» sono le poche parole che il sindaco di Grosio, Gian Antonio Pini, rilascia. Per ottenere il dissequestro il Comune ha provveduto a realizzare quanto richiesto dalla procura: accessi, vasche di laminazione e la sistemazione della pesa pubblica. Terminati i lavori, è stato informato il pubblico ministero. Il sequestro dell’area scattò nel luglio del 2024, quando i carabinieri forestali hanno rinvenuto nello stesso container vari rifiuti pericolosi, come liquidi infiammabili e solventi o oggetti che potrebbero rilasciare sostanze pericolose, che andrebbero separati ed invece erano mischiati. Ed anche rifiuti di difficile smaltimento, come i computer, non erano separati da altro. A livello strutturale, poi, la pecca maggiore rivelata fu quella dell’assenza di un pozzetto che vada a raccogliere le acque piovane che, dopo il flusso nelle aree di deposito dei rifiuti, devono essere trattate prima di essere smaltite.Operazione che invece non accadeva.

Dopo i sigilli posti dai militari, l’Arpa fece una classificazione dei rifiuti presenti nell’area della raccolta differenziata. Per mesi si era diffusa la voce che sarebbe stato il ritrovamento di una motosega, che non poteva essere depositata dove invece fu trovata, a far scattare il sequestro.

In consiglio comunale, invece, la minoranza aveva accusato sindaco ed ufficio comunale competente di non aver presentato alla Provincia la documentazione necessaria per l’apertura dell’area come previsto dalla legge, dopo che erano stati fatti dei lavori di sistemazione per 250 mila euro. Nell’anno e mezzo di chiusura dell’area di raccolta differenziata di Grosio, gli utenti grosini hanno dovuto portare i rifiuti nelle aree Secam di Sondalo o Lovero. Il comune di Grosio ha pagato con riserva due multe inflitte dalla Provincia. La prima sanzione è di 516 euro perché non era stato compilato dagli operai comunali il registro dei conferimenti. La seconda sanzione, di 6mila euro – il massimo era di 60 mila euro – che la Provincia ha inflitto è dovuta al fatto che c’era lo scarico direttamente in Adda. Restano inquisiti il sindaco Gian Antonio Pini e il responsabile dell’ufficio tecnico lavori pubblici Francesco Pradella del comune di Grosio. Già nel corso del consiglio comunale di fine ottobre il sindaco Pini aveva avvisato che la riapertura fosse vicina ed aveva indicato il mese di gennaio. Ad andarci con i piedi di piombo, al massimo entro un mese Secam dovrebbe aprire, ma il conto alla rovescia pare dovrebbe essere molto più breve.

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