Livigno, 53 commercianti a rischio processo per il caso rifiuti

Seconda udienza preliminare a Milano per l’inchiesta della Dda sullo smaltimento di merci invendute o scadute. Respinta l’eccezione sulla competenza territoriale, a novembre riprenderà l’udienza.

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Livigno

Si è tenuta a Milano la seconda udienza preliminare su presunti falsi e traffico illecito di rifiuti, a Livigno, di cui abbiamo riferito nelle scorse settimane, concernente i commercianti. E’ un caso molto simile a quello già approdato in un’aula del Tribunale sondriese e il cui processo è in corso da alcuni mesi.

Questa nuova inchiesta è sempre della Procura di Milano, con la Direzione distrettuale antimafia per reati di sua competenza e coordinata dal pm Francesco De Tommasi. I magistrati dell’antimafia, su indagini della Squadra Mobile di Sondrio e del Nucleo Pef (Polizia economico finanziaria) del Comando provinciale della GdF, chiedono che vengano processati 53 commercianti livignaschi.

Sono tante le attività coinvolte nell’inchiesta-gemella: generi alimentari, cosmetica, carne, materiale elettronico, pellicole, giocattoli, capi di abbigliamento sportivo, sci, farmaci. C’è sempre necessità di eliminare la merce scaduta, o non più richiesta dal mercato perché superata da articoli più moderni.

L’avvocato Ernesto Confortola, con studio a Sondrio, che tutela alcune parti, nella prima udienza ha sollevato eccezioni di competenza territoriale. Una posizione, la sua, alla quale si sono associati altri colleghi. Ma la giudice Giulia Masci ha respinto l’istanza e si è dichiarata competente. «Non ritengo la decisione della gup corretta - dichiara il legale Confortola - motivo per cui intendo riproporre l’eccezione alla prima udienza utile». La gup, inoltre, ha stralciato la posizione di un’indagata per un difetto di imputazione e ha rimandato gli atti al magistrato solo per lei e ha aggiornato l’udienza a novembre per le richieste del pm antimafia. Poi un’altra udienza è stata fissata, poco prima di Natale, per le repliche degli avvocati, dopodiché deciderà sul rinvio a giudizio o meno.

«Per i miei assistiti - dichiara l’avvocato Nicola Marchi di Sondrio - confido in una sentenza assolutoria, di non luogo a procedere già in sede di udienza preliminare».

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