Cronaca / Tirano e Alta valle
Martedì 22 Settembre 2026
Livigno, danni alla risonanza magnetica: non fu sabotaggio né vandalismo
Da subito si era parlato di un gravissimo atto vandalico alla Casa della sanità di Livigno, con condanna unanime e richiesta di individuare al più presto i responsabili. Ma la causa è un difetto di alimentazione che ha richiesto una costosa riparazione.
Lettura 2 min.Livigno
Era un’importante eredità delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e i danni arrecati sono stati di notevole entità. Da subito si è parlato di un gravissimo atto vandalico alla Casa della sanità di Livigno. Condanna unanime e richiesta di individuare al più presto i responsabili. Già, i responsabili che «hanno dimostrato di sapersi muovere con disinvoltura all’interno della struttura sanitaria, sapendo evidentemente che ancora in quell’area non erano in funzione le telecamere».
E tra i primi a condannare con fermezza “l’inaudito gesto” era stato il sindaco del Piccolo Tibet della Valtellina, Remo Galli.
L’episodio - che ha messo fuori uso la costosissima apparecchiatura della risonanza magnetica - risale a pochi giorni prima di Ferragosto. E a scoprire i fatti, un lunedì mattina, erano stati gli addetti della sala operativa dell’ospedale Niguarda di Milano, in quanto si sono accorti da remoto che l’apparecchiatura non funzionava.
Peccato - o forse no, meglio così - che le indagini delle forze dell’ordine hanno evidenziato, senza alcun ombra di dubbio, che non si è trattato di nessuna azione da attribuire a ignoti sabotatori. La sofisticata apparecchiatura è andata in tilt e da quel giorno ha necessitato di un costoso intervento riparatore perché non era presente un idoneo trasformatore di corrente: senza l’alimentazione corretta l’apparecchiatura si è disincronizzata ed è stata costretta a subire uno stop forzato, in attesa di una costosa riparazione. Danni calcolati in circa 30mila euro.
«E’ un atto gravissimo - aveva tuonato il primo cittadino livignasco -. Si tratta, con ogni probabilità, della seconda analoga azione nelle ultime settimane. Ho ricevuto comunicazione di quanto accaduto dai vertici dell’ospedale Niguarda: un sentito ringraziamento ad Alberto Zoli e Mario Melazzini per le tempestive informazioni. I vertici del nosocomio milanese hanno presentato denuncia per interruzione di pubblico servizio, al momento gli autori sono ignoti e si indaga a 360 gradi».
La condanna di Galli era stata pesante: «Questo gesto è indecente e incivile. Danneggia investimenti pubblici rilevanti, macchinari che costano milioni e soprattutto penalizza decine di persone che avevano prenotato esami per motivi di salute. Pazienti provenienti da tutta la Valtellina hanno dovuto recarsi a Sondrio e Sondalo per le prestazioni programmate con disagi e ritardi potenzialmente rilevanti».
Ci si era organizzati, da parte della sanità pubblica, per mettere a disposizione pullmini per il trasporto degli utenti in altre strutture ospedaliere del territorio provinciale, per sopperire all’interruzione del servizio erogato da Livigno.
Il pubblico amministratore, il cui Comune ha diramato pure un duro comunicato stampa per prendere posizione, aveva concluso così nel commentare i fatti: «Confido che le indagini di carabinieri e polizia locale siano rapide e approfondite. Continueremo a lavorare senza esitazione per ridurre le liste d’attesa e rafforzare la sanità pubblica: atti come questo non mi scoraggeranno, non mi fanno paura, anzi rafforzano la mia determinazione a garantire servizi sanitari pubblici sicuri, accessibili e pronti per i cittadini di Livigno. Ringrazio Niguarda e Asst per quello che stanno facendo».
Ora la decisiva svolta. Non si è trattato di un’azione sabotatrice, ma, evidentemente, di una lacuna imputabile non certo a vandali e, men che meno, a sabotatori. Del resto, già da subito le forze dell’ordine non avevano rilevato la benché minima effrazione a porte e finestre. I sabotatori erano proprio fantasmi. Ieri abbiamo ripetutamente cercato di contattare il sindaco e vice per un commento, ma purtroppo ai telefoni mobili non c’è stata alcuna risposta.
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