Cronaca / Tirano e Alta valle
Martedì 24 Febbraio 2026
Livigno, il sindaco Galli: «Le Olimpiadi un successo, eredità importante per il futuro»
Remo Galli celebra il successo dei giochi olimpici e guarda avanti, annunciando investimenti nella sanità e nel turismo per lasciare un’eredità duratura al territorio.
Livigno
Si spengono per l’ultima volta le luci del BigAir allo snowpark di Livigno. Fine dei giochi, olimpici in questo caso. Un bilancio entusiasmante, forse ancora meglio delle più rosee aspettative. «Ho già detto molto sulle opere realizzate e ci sarà tempo per un’analisi dettagliata di numeri e statistiche di queste settimane di gara, ma ora lascio spazio alle emozioni» afferma il sindaco di Livigno, Remo Galli. E sono tante. «Prima che iniziassero le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 sono state definitive in vari modi, anche in termini fallimentari – ricorda il primo cittadino –. Si parlava di traffico in tilt per le vie del paese, impianti non pronti, mancanza di neve. Non c’è stato nulla di tutto questo e le risposte sono arrivate sul campo. Le Olimpiadi di casa, e a Livigno nello specifico, non solo sono state all’altezza dell’evento in termini di strutture e organizzazione, ma sono state anche e soprattutto belle». Un risultato non casuale per Galli: «È stato il frutto di un lavoro che ha visto coinvolte tante persone, in campo e dietro le quinte. Come ingranaggi di un sistema che ha funzionato, persone diverse per ruolo e competenze hanno lavorato verso un unico obiettivo, dimostrando che i risultati si costruiscono con la fiducia e la voglia di sognare, non (se posso) con l’immobilismo e la paura. Non posso che essere orgoglioso del mio paese e di tutti i concittadini che hanno creduto e lavorato per questo sogno. Tantissimi volontari e workforce di Livigno e Trepalle mi hanno fatto davvero emozionare. Un’esperienza unica anche per i tanti giovani del paese che si sono messi in gioco».
In queste ore il villaggio olimpico si sta svuotando e le bandiere che hanno colorato le vie del paese hanno smesso di sventolare. «Provo una sensazione di malinconia che ora ha il sapore di un ritorno alla normalità.
Nell’attesa respiro ancora per qualche ora l’unicità di un evento che ha segnato la storia del nostro paese. Pagine di storia che abbiamo scritto insieme».
Si gusta il successo delle sue Olimpiadi il sindaco di Livigno Remo Galli, ma guarda già al futuro: «La Casa della Sanità, le opere al servizio dei cittadini e le nuove strutture per la ricettività turistica saranno l’eredità olimpica per Livigno». Il primo cittadino è molto soddisfatto dopo la fine dei Giochi di Milano Cortina.
«Con la Casa della Sanità abbiamo un punto di primo intervento grazie a un investimento di 15 milioni di Regione Lombardia: Tac, risonanza magnetica, raggi, tutto pubblico. Tutte le attrezzature e le infrastrutture restano a disposizione di Livigno, assieme alla professionalità del personale». Un pronto soccorso a pochi passi dalle piste, senza dover quindi per forza rivolgersi all’ospedale di Sondalo, a un’ora di strada. Proprio il nuovo Snow Park ha raccolto consensi e recensioni positive. «È la nostra medaglia d’oro, tra i più belli del mondo. Toglieremo la struttura per il Big Air, ma abbiamo un progetto di gestione delle piste di halfpipe e slopestyle in vista delle Olimpiadi giovanili del 2028. Saranno in parte ridimensionati per il fiume e il garage interrato, ma un buon 80% rimarrà. Prima dei Giochi sono stati poi ristrutturati 8 alberghi, è nato il nostro ’5 stelle’ e in generale questa modernizzazione degli hotel aiuterà il turismo. Gli atleti ci hanno fatto i complimenti». Inoltre, il nuovo bacino idrico garantirà a Livigno neve artificiale «in tempi stretti», ma con una «attenzione all’ambiente». «Con ottimismo e fiducia si possono raggiungere i sogni – conclude Galli – non hanno vinto né il pessimismo né l’immobilismo. L’altro giorno ho assistito a una scena bellissima: c’erano due volontari con il trolley a bordo strada che aspettavano l’autobus e un nostro concittadino ha dato loro un passaggio. Siamo tutti stati contagiati dallo spirito olimpico».
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