Livigno, Risonanza magnetica fuori uso: Niguarda, «Indagini ancora in corso»

Il direttore generale Alberto Zoli precisa che non sono stati sostituiti trasformatori o componenti della RMN e che i lavori hanno riguardato solo sicurezza e allarmi. Nessuna dichiarazione ancora sulla causa del disservizio.

Lettura 1 min.

Livigno

In merito alle anticipazioni di oggi de “La Provincia” sugli sviluppi delle indagini in corso relative all’interruzione del funzionamento della Risonanza Magnetica Nucleare della Casa della sanità di Livigno - che escludono in modo tassativo che la causa sia riconducibile a un sabotaggio, come all’epoca dei fatti lo stesso sindaco aveva sostenuto condannando duramente l’episodio - è intervenuto ieri il direttore generale di Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano responsabile della gestione dell’attività sanitaria nella suddetta Casa - per ricordare, innanzitutto, che l’attività investigativa non gli risulta sia ancora conclusa e che, pertanto, al momento, “è impossibile rilasciare alcuna dichiarazione”.

Il dottor Alberto Zoli, inoltre, ha rivelato che “non si è dovuti ricorrere a un costoso intervento di riparazione della Risonanza e che non è stata effettuata alcuna sostituzione di trasformatori o di componenti elettronici concernenti l’alimentazione elettrica dell’apparecchiatura”. All’epoca dell’episodio, infatti, risalente ad alcuni giorni prima dello scorso Ferragosto, si era ipotizzato che il danno arrecato fosse ingente, nell’ordine di circa 30mila euro e la cifra, all’epoca riportata dagli organi di informazione, non è mai stata smentita dalle autorità competenti ed eventualmente titolate a farlo. Ora con piacere si apprende - dai vertici sanitari - che così non è stato. “Al contrario - sottolinea il manager della sanità pubblica lombarda - gli unici interventi di natura elettrica realizzati nella Casa della sanità a seguito dei fatti dello scorso mese di agosto hanno unicamente riguardato l’installazione di un impianto di videosorveglianza a tutela dei locali sensibili e di un sistema di allarme per la segnalazione di eventuali eventi impropri collegati agli interruttori del quadro elettrico che sono a servizio della RMN. Nessun intervento ha interessato, invece, l’impianto di alimentazione elettrica dell’apparecchiatura, la cui componentistica risulta invariata rispetto all’installazione originaria. I responsabili della nostra gestione tecnico patrimoniale hanno confermato che dalla messa in funzione della RMN a Livigno, a fine novembre 2025, non è stata effettuata alcuna sostituzione”.

Sono state, pertanto, apportate alcune importanti migliorie volte a prevenire le conseguenze di eventuali futuri guasti e imprevisti black out, mentre se ci fossero già state le telecamere queste ultime avrebbero potuto confermare - come accertato sino ad oggi dalle indagini di carabinieri e polizia locale non chiuse - che quella notte non avvenne alcuna intrusione di ignoti sabotatori o vandali. A ulteriore conferma di ciò anche la circostanza che le forze dell’ordine, nel sopralluogo che effettuarono nell’immediatezza dell’episodio, non hanno rilevato alcuna effrazione a porte e finestre dello stabile che ospita la struttura sanitaria di Livigno. “In merito alla natura del disservizio che ha causato l’interruzione dell’attività sanitaria che è gestita dall’ospedale Niguarda”, secondo il dirigente Zoli è prematuro esprimersi. Bisogna aspettare la fine dell’inchiesta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA