Cronaca / Tirano e Alta valle
Sabato 10 Ottobre 2026
L’ultimo abbraccio ad Alessandro Plozza: «Per sempre il nostro numero 1»
In migliaia alla Basilica per i funerali del diciottenne, con la bara portata a spalla dai compagni di squadra e dai coetanei. Il papà Enrico: «Ora inizia un percorso diverso che faremo tutti insieme». Don Stefano: «Alessandro continua a volare anche ora».
Lettura 2 min.Tirano
La strada che porta dal campo sportivo della Tiranese alla Basilica di Tirano è lunghissima, proprio come avrebbe dovuto essere la vita di Alessandro Plozza e di qualsiasi ragazzo di 18 anni. Invece oggi Ale ha lasciato gli spogliatoi della Tiranese, dove è cresciuto in tanti anni di militanza, per raggiungere la Basilica per l’ultimo saluto. Gli spogliatoi, luogo intimo e riservato di ogni squadra, per alcuni giorni si sono trasformati nella camera ardente di Alessandro ed in migliaia di persone si sono strette attorno alla famiglia, proprio come oggi pomeriggio per i funerali.
Come era accaduto pochi giorni fa per la messa dell’Apparizione, il sagrato è gremito: in migliaia hanno dimostrato la vicinanza di una città. Erano presenti in fascia tricolore il sindaco di Tirano Stefania Stoppani, quello di Bianzone, Christian Sertorio, e Daniela Morelli in rappresentanza di Villa di Tirano.
«Ringrazio tutti ed in particolare i miei amici carabinieri per la vicinanza che avete dato a noi familiari in questi giorni e per la grande partecipazione che c’è stata alla fiaccolata per Ale. Ora inizia un percorso diverso che faremo tutti insieme» ha detto al microfono sul sagrato papà Enrico al termine della cerimonia funebre.
La bara con la sciarpa della Tiranese è stata portata in spalla dai compagni di squadra della formazione Juniores della Tiranese e dai coetanei del 2008, passando nel corridoio formato dai compagni di società, dai dirigenti, dai compagni ed insegnanti di scuola del fratellino Giacomo, dalle autorità e dai carabinieri. Oltre agli effettivi erano presenti anche quelli dell’associazione e in congedo in onore di Enrico e di suo padre che hanno svolto il servizio di leva nell’Arma. Gli uomini in divisa si sono messi sull’attenti al passaggio del feretro, anticipato in chiesa dal parroco di Tirano e dai sacerdoti della Basilica.
«In questi giorni ho pensato a questo momento – ha rivelato il parroco don Stefano Arcara –. Alessandro era un bel ragazzo, biondo con gli occhi azzurri, una faccia d’angelo verrebbe da dire. Ho parlato con parecchia gente in questi giorni: dai familiari agli amici è emerso che Ale era buono, altruista, che si faceva i quattro per gli altri. Mi piace ricordare una frase che Alessandro ha detto in famiglia a Natale lo scorso anno o l’anno prima, non ricordo. Il suo desiderio per Natale era avere amici veri. E adesso era contento e sereno perché quegli amici li aveva trovati».
Il sacerdote ha voluto ricordare tutti i messaggi di affetto che sono stati dedicati al giovane: «In questi giorni mi sono recato più volte nella sede della Tiranese ad omaggiare la salma di Ale e portare conforto ai familiari. Ho letto i messaggi pieni di affetto che avete scritto voi amici, compagni di squadra. Parole profonde che non sono dettate dal dolore del momento, ma dal profondo sentimento che vi legava ad Alessandro. Chiedo a Maria, visto che siamo qui in Basilica, di essere sempre presente nella vita dei genitori di Ale».
La bara era preceduta da una delegazione della Tiranese con Erio Bolandrini, il portiere simbolo non solo della Tiranese ma dell’intero calcio valtellinese, ancora in campo nonostante i 68 anni anche pochi mesi fa, che ha portato un cuscinetto con la maglia di Alessandro; al suo fianco il presidente Giovanni Volpetti. Un’altra maglia di Ale è stata posta da giorni all’ingresso dello stadio di Tirano. C’è scritto: «Ale per sempre il nostro numero 1». Ricordando il suo ruolo di portiere ed i voli che compiono gli estremi difensori per parare, don Stefano ha chiuso: «Alessandro continua a volare anche ora».
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