Lupi in Val Grosina, il sindaco Pini chiede la linea svizzera: «Abbattimento preventivo»

Dopo i numerosi avvistamenti e le predazioni segnalate, il sindaco di Grosio Gian Antonio Pini invoca misure più drastiche per contenere la presenza dei lupi. «Recinzioni e prevenzione non bastano, la montagna sta cambiando»

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Grosio

Il modello svizzero. Non ha dubbi il sindaco di Grosio, Gian Antonio Pini, secondo il quale il modus operandi oltre confine, che prevede l’abbattimento dei lupi, sarebbe il più efficace per far fronte alla situazione di grande disagio che si è creata fra i frequentatori della montagna per colpa dell’ospite indesiderato.

«La presenza dei lupi come degli orsi sta cambiando il modo di vivere la montagna, ma in peggio. Servono misure drastiche perché i lupi continuano ad aumentare - afferma Pini -. La Svizzera ha scelto la via dell’abbattimento preventivo: invito le autorità competenti a valutarlo, prima che sia troppo tardi».

Il primo cittadino scende in campo poichè gli avvistamenti si susseguono, le predazioni si moltiplicano e la preoccupazione cresce, sia tra gli allevatori che tra i frequentatori della montagna. «I lupi sono un problema serio e reale: l’abbiamo già detto e lo ribadiamo - afferma il sindaco di Grosio Gian Antonio Pini -. Ogni giorno ricevo segnalazioni da persone che hanno paura per sé e per i loro capi di bestiame. Una soluzione va trovata, ma che sia definitiva, perché tutte le altre misure adottate sin qui sono palliativi».

Le capre lasciate libere di cibarsi dell’erba dei maggenghi e degli alpeggi vengono tenute nelle stalle del fondovalle per timore di trovarle sbranate dai lupi. Sono piccoli greggi, quasi animali domestici per chi li possiede, che non giustificano la costruzione di recinti elettrificati perché da sempre, con l’arrivo della bella stagione, vengono portate in quota. È un’antica usanza che rischia di scomparire, un’abitudine consolidata per tante persone che svolge un ruolo importante, contribuendo alla manutenzione dell’ambiente montano. Una situazione che accomuna i piccoli allevatori alle aziende agricole, ai produttori di formaggio, che vedono la loro attività messa a rischio.

Negli ultimi mesi sono state segnalate molte predazioni in Val Grosina. «Siamo grati a Regione Lombardia per le misure di prevenzione che mette in atto - continua il sindaco Pini -, ma ormai non sono più sufficienti perché la situazione si sta pericolosamente aggravando, fino a influire sui comportamenti di chi frequenta la montagna, dei piccoli allevatori che hanno pochi capi di capre e delle aziende agricole più strutturate. Il lupo, com’è dimostrato dalle foto scattate, uccide per voracità, non per fame: azzanna le povere capre lasciandole morire dissanguate senza poi mangiarle. I proprietari trovano i loro animali morti e ne hanno danni economici e psicologici». Recinzioni, cani da guardiania, oltre ai risarcimenti, sono utili ma non risolutivi, com’è dimostrato dai fatti. «Se vogliamo lasciare la montagna ai lupi, allontanando le persone, lo si dica chiaramente, perché questo sta avvenendo» conclude il sindaco Pini -.

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