Grosio piange Giovanna: i suoi sciatt erano apprezzati da Monti e Sgarbi

Giovedì i funerali della ristoratrice che aveva iniziato gestendo la locanda a Fusino

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Grosio

Grosio piange la nota ristoratrice Giovanna Besseghini, scomparsa martedì pomeriggio a 66 anni per una malattia incurabile. G come Giovanna, come generosità e grosinità. La generosità che tutti gli avventori hanno potuto apprezzare in tanti anni nel suo locale. Che fosse a Fusino, a Mazzo, oppure nell’attuale sede grosina lei non faceva mai far mancare niente all’ospite. Dall’antipasto al dolce, curato tutto a puntino. Fiera metteva in tavola le prelibatezze di Grosio: dai funghi che andava lei stessa a raccogliere in Valgrosina quando aveva più tempo alle erbe di montagna dei suoi liquori. Sopportava il sacrificio di esporre la sua bionda chioma ad ore interminabili sulla friggitrice per deliziare con i suoi famosi sciatt. Ma oltre a conquistare i palati Giovanna sapeva entrare nei cuori dei suoi avventori. Aveva la capacità innata, la dote naturale di farli sentire a proprio agio, come fossero a casa, una spontaneità che era colta dal cliente. Sapeva valorizzare ogni singolo momento, le bastava un minuto per creare una scena hollywoodiana, con le luci spente e le candeline ad illuminare per festeggiare un evento.

Una scommessa iniziata e vinta con la gestione della locanda a Fusino in Valgrosina. Nessuno era mai riuscito a valorizzarla ma Giovanna seppe immedesimarsi nella parte e trovare la formula vincente del locale. Gli affettati di qualità, pizzoccheri e sciatt, la carne al bastone, squisitezze che si tramandano nel segno del passa parola che resta il marketing pubblicitario migliore. Ma come tutte le belle storie anche quella di Fusino ha avuto la sua fine e Giovanna e ha esportato nel cuore di Mazzo la sua abilità, ultima tappa prima di avere un locale tutto suo, costruito a sua immagine e somiglianza in quella che era stata la casa del Medico Caspani.

L’abilità nel settore l’aveva acquisita da ragazzina lavorando all’Arzentina da Ilde Maffi “Ilda” che subito si accorse del talento di quella ragazzina “come l’è brava la maionina (ragazzina, nda)” le diceva in dialetto tiolino la titolare. Giovanna è stata una delle prime ragazzine a Grosio a guidare la moto, la prima decenni dopo al posto di guida dello scuolabus. Si è sposata giovanissima e prima di intraprendere l’attività nella ristorazione ha cresciuto la famiglia. Non si era sottratta neppure alle fatiche nella raccolta di mele e dell’uva. Fra tutti questi impegni aveva trovato il tempo anche per una fugace apparizione anche nella compagnia teatrale grosina la Memoria.

Aveva clienti vip come Mario Monti, Vittorio ed Elisabetta Sgarbi che la ricorda: «Giovanna era persona di rara gentilezza e nobiltà di animo, che faceva della sua professione un’arte. Trovarsi da lei, almeno una volta l’anno, era tanto bello, quanto atteso. Il suo volto accompagnerà sempre i miei giorni de La Milanesiana a Bormio, quando non mancava di farmi dono una stella alpina». Instancabile, la sua determinazione, il suo mai darsi per vinta, il desiderio di veder crescere i suoi amati nipotini, ma nulla ha potuto contro la malattia che ha minato il suo fisico forte. Con la sua combattività non si dava per vinta, anzi agli amici e alla persone care manifestava la convinzione di poter vincere questa battaglia. In occasione della consueta visita del vescovo nel Santuario di Malghera non mancava mai il dono dei funghi che lei raccoglieva o quando era oberata dalla mole del lavoro si premurava di far raccogliere. Mercoledì scorso i funghi non c’erano quasi a simboleggiare la gravità delle condizioni di salute di Giovanna.

Molto devota alla Madonna di Malghera l’aveva raggiunta anche nelle scorse settimane con l’intera famiglia, prima dell’aggravarsi delle sue condizioni. Una visita che ora ha il sapore del commiato dalla sua vallata. Se ne va un’icona non solo del commercio, ma di Grosio visto come amava divulgare la bellezza del suo territorio, buon ultimo il Gaudì. Era il Jim Pini in gonnella per la sua abilità con gli avventori. Il suo nome era conosciuto dappertutto, non c’era altra Giovanna, se non lei, simbolo di squisita ospitalità. La scomparsa ha lasciato profonda commozione in paese. E’ la mamma del vice sindaco Chiara Rinaldi che con la sorella maggiore Serena è titolare del negozio di ottica. L’ultimo genita Eliana aiutava la mamma nel ristorante e nell’ attività ricettiva. Il marito Angelo Rinaldi “Masarol” con i fratelli è uno dei titolari della nota gioielleria-orificeria grosina. I funerali si svolgeranno giovedì mattina alle 10.30 nella chiesa di San Giuseppe a Grosio.

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