Cronaca / Tirano e Alta valle
Venerdì 24 Aprile 2026
Morta nei boschi, sequestrati cinque dogo argentini: dall’autopsia la verità
Mistero sulla morte di Lucia Tognela ritrovata priva di vita. L’autopsia dovrà stabilire le cause del decesso, mentre l’analisi del dna sui cani sequestrati chiarirà il loro ruolo.
Tirano
Si articolano su più livelli le indagini della Procura di Sondrio sulla morte di Lucia Tognela, la donna di 60 anni residente a Bianzone trovata senza vita nei boschi di Trivigno, tra Tirano e Aprica, a circa 1.800 metri di quota. Un caso ancora avvolto da diversi interrogativi, per il quale gli inquirenti stanno lavorando per chiarire sia le cause del decesso sia le eventuali responsabilità legate alla presenza di alcuni cani nella zona.
Il primo nodo da sciogliere riguarda l’autopsia, già disposta ma non ancora calendarizzata. L’esame autoptico sarà fondamentale per stabilire se la morte sia stata provocata direttamente dall’aggressione oppure se la donna sia stata colta da un malore improvviso – come un infarto o un’altra causa naturale – e solo in un secondo momento sia stata azzannata. Sul corpo sono state infatti riscontrate profonde ferite da morso, compatibili con l’attacco di animali di grossa taglia, ma resta da accertare il loro ruolo nella dinamica complessiva.
Un altro fronte centrale è quello degli accertamenti tecnici sui morsi. Le analisi del Dna, che verranno effettuate sui campioni prelevati, potranno stabilire con precisione se le lesioni siano riconducibili ai cani sequestrati nelle ore successive al ritrovamento del cadavere. Si tratta di un passaggio ritenuto decisivo dagli investigatori, perché consentirà di collegare in modo certo eventuali animali all’aggressione.
Nel frattempo, infatti, i carabinieri hanno posto sotto sequestro cinque esemplari di dogo argentino appartenenti a un uomo che vive stabilmente nella zona montana e che è stato anche il primo a imbattersi nel corpo della donna, dando l’allarme ai soccorsi. Gli animali sono ora sotto osservazione e a disposizione dell’autorità giudiziaria, prelevati dai tecnici dell’Ats della montagna intervenuti sul posto nel pomeriggio di giovedì. Secondo alcune testimonianze raccolte tra residenti ed escursionisti, i cani sarebbero stati talvolta lasciati liberi di circolare nei dintorni dell’abitazione, circostanza che in passato avrebbe già generato tensioni e segnalazioni.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire nel dettaglio gli ultimi momenti della donna. Tognela si trovava a Trivigno per una passeggiata in solitaria, in un’area che, pur essendo isolata, è frequentata soprattutto nei fine settimana e con l’arrivo della bella stagione. L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando ormai per la sessantenne non c’era più nulla da fare.
Parallelamente, è stata progressivamente esclusa l’ipotesi di un’aggressione da parte di animali selvatici, come lupi o altri predatori, presa in considerazione nelle primissime fasi. Le ferite riscontrate e gli elementi raccolti indirizzano infatti verso il coinvolgimento di cani domestici.
Sul piano giudiziario, il proprietario degli animali potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, un passaggio tecnico necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili, a partire proprio dall’autopsia e dalle analisi genetiche.
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