Morto in moto a Villa di Tirano, il dolore della comunità. Possibile l’autopsia

La Procura di Sondrio non ha ancora sciolto la riserva sull’esame medico-legale. La famiglia attende le decisioni degli inquirenti per il funerale.

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Tirano

È un’attesa dolorosa, sospesa tra il desiderio di poter finalmente salutare Alessandro e la necessità di attendere le decisioni della Procura, quella che sta vivendo la famiglia di Alessandro Plozza. Il 18enne di Tirano è morto mercoledì sera nel terribile incidente sulla Statale 38 a Villa di Tirano, dopo essere stato sbalzato dallo scooter e finito contro un treno regionale in transito. A più di due giorni dalla tragedia, la Procura di Sondrio non ha ancora sciolto la riserva sull’autopsia.

L’esame medico-legale appare però molto probabile, anche per cercare di stabilire con precisione quale dei due violentissimi impatti abbia provocato il decesso. Alessandro, dopo lo scontro con l’automobile, era stato sbalzato sulla linea ferroviaria e aveva poi impattato contro il convoglio. La ricostruzione della dinamica e l’accertamento delle cause della morte hanno quindi un rilievo importante anche ai fini assicurativi.

La salma resta sotto sequestro e per la famiglia l’attesa rende ancora più difficile affrontare queste ore. Quando il corpo verrà restituito, l’ipotesi è quella di allestire la camera mortuaria nella sede dell’Us Tiranese 1919, la società che per Alessandro era una seconda casa. Lì era cresciuto come portiere e quest’anno giocava nella formazione Juniores. L’idea di accogliere Alessandro proprio negli spazi nei quali aveva trascorso tante giornate insieme ai compagni è un modo per riportarlo, idealmente, nel suo mondo, quello del calcio e degli amici.

Dalla Tiranese è arrivato uno dei messaggi più semplici e toccanti: «Ciao Ale. Sarai sempre parte della nostra famiglia». Una frase che racchiude il rapporto costruito in tanti anni tra il giovane e la società, che in queste ore si è stretta attorno alla famiglia Plozza.

Il cordoglio ha superato rapidamente i confini della società tiranese. L’Asd Penta Piateda ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia e alla Tiranese, così come l’Us Pontese. Anche SportSondrio ha voluto ricordare Alessandro, portiere di appena 18 anni, stringendosi alla famiglia, ai compagni di squadra e alla società.

Ma sono soprattutto i messaggi personali, comparsi a centinaia sui social, a restituire l’immagine del ragazzo e l’affetto che lo circondava. «Ciao Ale, mi hai fatto ridere tantissimo, eri sempre pronto alle chiacchiere e alle battute in dialetto, mancherai tanto», scrive Roberta, ricordando anche una delle sue frasi scherzose, quel «basta foto Roby!!!» che ora assume un significato ancora più doloroso.

E poi ci sono le parole rivolte direttamente ai genitori, Ilaria ed Enrico. «Non ci sono parole che possono lenire il dolore per la perdita di un figlio», scrive Daniela, accompagnando il messaggio con un grande abbraccio alla famiglia. Paola parla di «sgomento di fronte ad una tragedia così» e di uno «strazio inimmaginabile» per i familiari, sottolineando quanto sia difficile trovare un senso davanti a una morte tanto improvvisa.

Nei messaggi c’è anche chi invita a riflettere sulla sicurezza stradale e sul rispetto delle regole, chiedendosi se una maggiore prudenza avrebbe potuto evitare quella che è diventata una tragedia. Sono riflessioni affidate ai social e al dolore del momento, mentre saranno gli accertamenti degli investigatori e della Procura a stabilire cosa sia realmente accaduto quella sera.

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