Cronaca / Tirano e Alta valle
Sabato 29 Agosto 2026
Piana dell’Alute, la lettera al Papa e anche al presidente Mattarella
Bormio Doppia missiva del Comitato a Leone e al capo dello Stato: «Urgenza morale di difendere questo angolo di Creato»
Lettura 1 min.Bormio
Due lettere inviate rispettivamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Papa Leone XIV chiedendo di essere ricevuti e di poter esporre le proprie ragioni a tutela della piana dell’Alute di Bormio.
Il comitato promotore referendario e il gruppo “Bormini per l’Alute” hanno alzato il tiro con due missive, firmate dalla presidente Ludovica Canclini, spedite questa settimana ai due massimi esponenti dello Stato e della Chiesa.
Dopo aver ripercorso l’iter amministrativo seguito e la recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale - che ha confermato la legittimità formale dell’iter autorizzativo dell’intervento lungo la piana dell’Alute - , Canclini ha chiesto al Capo dello Stato «di poter essere ricevuti con una piccola delegazione composta da rappresentanti del gruppo “Bormini per l’Alute” e del Comitato».
Infatti, «desideriamo sottoporre alla Sua attenzione il valore inestimabile della Piana dell’Alute, classificata dal Piano di Governo del Territorio come area agricola di livello sovracomunale non edificabile. Essa è, al tempo stesso, polmone verde e area agricola coltivata da generazioni, area di importanza idraulica (zona di impatto del torrente Frodolfo), habitat per specie protette dalle Direttive Europee, cuore visivo e paesaggistico identitario di Bormio. Riteniamo che la realizzazione di una grande strada in asfalto e cemento cancellerebbe irreversibilmente questo bene comune, violando nei fatti lo spirito profondo dell’articolo 9 della nostra Costituzione, che - nella sua recente revisione - impone la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle generazioni future».
Il tutto con uno sguardo attento alla tempistica dal momento che «la finestra temporale per assumere una decisione formale ed evitare ulteriori contenziosi giudiziari - compresa l’eventuale impugnazione dinanzi al Consiglio di Stato, il cui termine scade indicativamente entro la prima decade di ottobre 2026 - si sta ormai chiudendo».
Ma l’appello non si ferma qui. I cittadini del gruppo “Bormini per l’Alute” e del Comitato Promotore Referendario a Tutela dell’Alute, «Guidati dall’insegnamento – si legge nella missiva - dell’Enciclica Laudato Sì, sulla tutela della nostra casa comune, e dalla più recente Esortazione Laudate Deum, sul contrasto alla crisi climatica e al consumo irresponsabile del suolo» hanno voluto sottoporre alla paterna attenzione del Papa la sorte della piana dell’Alute.
«Quest’area rappresenta il polmone verde e agricolo del nostro paese di montagna un ecosistema prezioso e un luogo di armonia tra l’uomo e la natura alpina, coltivato e custodito da generazioni, che verrebbe devastato dalla costruzione di una grande strada asfaltata, erroneamente denominata “tangenzialina”, la quale darebbe senz’altro il via a una speculazione edilizia incontrollata... Di fronte a questa scelta etica, che segnerà in modo irreversibile il futuro del nostro territorio e il volto della nostra comunità montana, avvertiamo l’urgenza morale di difendere questo angolo di Creato».
Al Pontefice hanno quindi chiesto «di poter essere ricevuti in udienza per portarle la nostra testimonianza, illustrarle la situazione e ricevere la sua benedizione e la sua parola di conforto e orientamento morale nella battaglia per la salvaguardia della terra che Dio ci ha affidato».
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