Pizzoccheri alla farina di grilli? La provocazione di Giorgio Mastrota a “Le Iene”

A Bormio il re delle televendite si presta alla battuta sugli insetti a tavola tra sostenibilità, proteine e tradizione valtellinese

Bormio

Farina di grilli in aggiunta a quella di grano saraceno per preparare i pizzoccheri e la polenta taragna. La provocazione (lo sottolineiamo, assolutamente a mo’ di battuta, non certo con l’intento di sollevare un polverone) arriva da Giorgio Mastrota, il re delle televendite, ormai valtellinese d’adozione, nel programma di Italia Uno “Le Iene”.

L’inviato Gaston Zama lo ha raggiunto a Bormio per affidargli un’impresa quasi impossibile, che solo lui, proprio per l’innata e indiscutibile capacità di vendere, potrebbe riuscire a traguardare: convincere gli italiani a dare una possibilità alla farina (anzi polvere) di grilli come fonte di proteine: incide molto meno sull’ambiente rispetto alla produzione di carne e ha un altissimo contenuto proteico.

Ma gli insetti rientrano poco nel nostro immaginario culinario. «I ghiacci si stanno sciogliendo, le foreste bruciano, i deserti avanzano, gli oceani sono pieni di m***a e c’è chi ipotizza che il 2050 sancirà l’inizio del collasso della civiltà umana - questa la premessa dell’inviato -. Dieci miliardi di persone senza acqua potabile vivranno in un forno a microonde, soffocate dalla CO2, continuando a consumare ciecamente ogni cosa. Per la sopravvivenza della nostra specie, però, potrebbe esserci ancora una soluzione. Cambiare stile di vita, come ha fatto quest’uomo» Gaston Zama è quindi andato a Bormio, dove ha incontrato Mastrota. «Qui (a Bormio, nda.) è proprio il rovescio della medaglia - ha raccontato -. È un altro mondo. Milano è semafori, macchine, stress. È stressante anche la passeggiata. Qua è un approccio diverso, anche fisico, verso quello che ti circonda. Cammino nei boschi, vado a funghi quando è stagione. Mi piace perdermi in queste montagne. La sensazione che ti danno è quella di riscoprire se stessi».

Dopo la prima parte del servizio in alta Valtellina, i due protagonisti del servizio televisivo sono andati quindi alla scoperta della farina di grilli, meglio definibile come “additivo in polvere proteico”, con Ivan, direttore della “Cricket Farm”, azienda che si occupa di allevare grilli. «Al momento produciamo cibo per animali, ma abbiamo fatto domanda per l’uso umano - ha spiegato. In Italia non è ancora autorizzata la produzione di grilli per consumo umano. I prodotti attualmente in commercio arrivano dal Vietnam. Sotto forma di polvere di grillo: un additivo proteico che può essere inserito in biscotti, snack, barrette e che contiene fino al 74% di proteine. La carne, se va bene, ha il 35% di proteine. La polvere di grillo è altamente digeribile e non appesantisce. Può essere aggiunta alla pasta, ai sughi».

È a questo punto, dove aver conosciuto nel dettaglio questo prodotto, che arriva la scherzosa provocazione: «Faccio la polenta in Valtellina e ci aggiungo un po’ di polvere proteica. oppure i pizzoccheri, ha anche un colore simile alla farina di grano saraceno». Il servizio si è concluso con l’appassionata televendita di Giorgio Mastrota. Chissà se avrà convinto i valtellinesi ad aggiungere una “spolverata” di grilli agli amati piatti tipici.

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