Livigno, danni alla risonanza: entrati con la chiave

Indagini in corso per scoprire la mano esperta che ha compiuto il sabotaggio al macchinario diagnostico Melazzini , responsabile welfare regionale: «Chi ha agito non si rende conto del danno che ha fatto, reato grave»

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Livigno

«Sono allibito, chi ha agito non si rende conto del danno che ha arrecato all’apparecchiatura, inoltre l’interruzione di pubblico servizio è un reato grave. Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e possa risalire all’autore del gesto. Sono profondamente dispiaciuto per l’accaduto. Ringrazio tutto il personale sanitario per la prontezza dell’intervento e per quanto stanno facendo per rendere meno pesante il disagio di una trasferta forzata agli utenti e ringrazio anche il Comune di Livigno per la tempestività con la quale si è messo a disposizione».

Bisognerà attendere un mese e mezzo per rivedere attivo l’apparecchio

Sono le parole di Mario Melazzini, consulente gratuito del Comune di Livigno per quanto riguarda la sanità e soprattutto responsabile del welfare della Regione, all’indomani del sabotaggio alla risonanza magnetica della Casa della sanità.

Rassicurazioni dal Niguarda

«Il direttore del Niguarda, che è responsabile della Casa della sanità, Alberto Zoli, mi ha assicurato che i danni all’apparecchiatura saranno sistemati il prima possibile per non arrecare ulteriori disagi alla popolazione dell’Alta Valle e dell’intera provincia, visto che il servizio si rivolge all’intera vallata - continua Melazzini -. Fino a quando non sarà ripristinata la risonanza magnetica a Livigno, il Niguarda metterà a disposizione il trasporto in pulmino per gli utenti da Livigno fino all’ospedale Morelli dove eseguire l’esame».

Danni per 30mila euro

L’apparecchiatura, che ha permesso all’offerta sanitaria di Livigno di fare un salto di qualità enorme per le Olimpiadi di Milano Cortina, rappresenta quell’eredità tanto positiva che i Giochi hanno lasciato: la cosiddetta legacy.

I danni arrecati, 30mila euro, indicano che non sarà uno scherzo doverla sistemare. Ignoti, più probabile che però si tratti di una singola persona, che hanno effettuato il sabotaggio erano a conoscenza di cosa dover fare per provocare danni. Solo una mano esperta sapeva che staccando l’apparecchiatura dal quadro elettrico, la risonanza magnetica si sarebbe disincronizzata e quindi sarebbe andata in tilt.

Le indagini dei carabinieri e della polizia locale di Livigno per risalire al responsabile o ai responsabili dell’atto vandalico sono in corso e nulla trapela. Gli investigatori sono impegnati anche a capire se ci sia collegamento fra questo episodio e un altro accaduto settimane fa che era rimasto segreto.

Bocche ovviamente cucite anche fra il personale che lavora lì, ma gli stessi professionisti che prestano servizio alla Casa della sanità, ieri pubblicamente lodati dal sindaco Remo Galli sono sconcertati, non solo per la gravità dell’episodio. La porta che conduce alla risonanza magnetica è sempre chiusa a chiave e sono poche le persone che ne sono in possesso. Non ci sarebbero stati segni di scasso ed evidentemente chi è entrato l’ha fatto utilizzando la chiave.

L’unica certezza al momento è quella dei disagi per chi deve sottoporsi alla risonanza magnetica, costretto a rivolgersi agli ospedali di Sondalo e di Sondrio.

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