Sondalo, marito e moglie ricoverati in due stanze vicine al Morelli: «Un ospedale prezioso»

Un’insolita coincidenza ha riunito i due coniugi, entrambi ricoverati in reparti diversi dopo un intervento programmato e un malore. La vicenda diventa l’occasione per ringraziare medici, infermieri e operatori e sottolineare il valore della struttura per il territorio.

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Bormio

La storia è quella di due “moderni” Renzo e Lucia, “promessi sposi” già da un po’ che hanno vissuto un capitolo della loro vita matrimoniale in un’ambientazione ben diversa da quella manzoniana ovvero in un reparto dell’ospedale “Morelli” di Sondalo. I nomi, chiaramente, sono di fantasia, per volontà dei medesimi protagonisti, ma la vicenda è tutta vera e vale la pena di essere raccontata. «Martedì scorso – ci ha detto Lucia - sono stata operata al Morelli di Sondalo per un intervento programmato. Il giorno dopo mio marito (verrebbe proprio da commentare “guarda cosa non si fa per amore” ndr.) è stato male, è andato in Pronto Soccorso e, a mezzanotte, l’hanno ricoverato. Non essendoci posto in medicina, l’hanno sistemato in un altro reparto, quello di ortopedia, proprio nella camera accanto alla mia. Quando alle sette del mattino me lo sono visto arrivare in pigiama, pensavo di avere le allucinazioni».

Al di là dell’aneddoto, il messaggio di Lucia è un altro: «Questi giorni in ospedale - ha sottolineato - mi hanno dato modo di osservare da vicino il lavoro del reparto di ortopedia del Morelli guidato dal dottor Nella: il continuo avvicendarsi di medici, infermieri, anestesisti, fisioterapista, OSS e tante altre persone che, ciascuna con il proprio ruolo, si prendono cura dei pazienti». Nel ringraziare di cuore tutte le persone che ci lavorano la paziente, ora tornata a casa, ha ribadito l’importanza di «avere una struttura come il Morelli sul nostro territorio e quanto valore ci sia nel lavoro quotidiano di chi vi opera, spesso senza che se ne parli abbastanza». Un racconto, il suo, che trae origine da un’insolita coincidenza coniugale, che a tratti ha fatto anche sorridere, ma che non vuole essere “solo” un semplice ringraziamento personale ma uno spunto per riflettere – a vari livelli - sul valore inestimabile dell’ospedale “Morelli” ma anche delle numerose persone che, con la loro opera e attraverso le modalità con le quali si approcciano ai pazienti e al loro lavoro – umanità, attenzione, rispetto, professionalità, giusto per citarne alcune- , rendono la struttura davvero uno scrigno prezioso da difendere e conservare.

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