Tir incastrato al quinto tornante, il Gavia si blocca ancora: «Non guardano i cartelli»

Secondo episodio in pochi mesi sul Passo del Gavia: un camion è rimasto incastrato giovedì mattina al quinto tornante, costringendo a lunghe operazioni di rimozione. Il rifugista Federico “Chicco” Bonetta: «Non capisco come facciano a non vedere i cartelli»

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Valfurva

La prima volta quest’estate è stato il 29 luglio scorso, un mercoledì, in cui il traffico sul Passo del Gavia si è completamente bloccato per via di un Tir rimasto incastrato all’altezzo del terzo tornante. «Stavolta, però, l’autista, credo di origini pakistane – dice Federico, per tutti Chicco, Bonetta, storico gerente l’omonimo rifugio situato ai 2562 metri del Gavia – ha fatto di meglio, perché è riuscito a salire fino all’altezza del 5° tornante. Bisogna dire che questo mezzo era vuoto, quindi ha avuto un minimo di agio in più nello spostarsi, ma ne ha fatta una pelle lo stesso. Ha scantonato un po’ a destra e un po’ a manca, ha rovinato in parte il mezzo e in parte la strada, fino a quando non è più riuscito ad andare né avanti né indietro. Al solito. È successo intorno alle 9.30 di giovedì e fino alle 13 non c’è stato mezzo di sbloccare la situazione. Per noi è stato come un giorno di pieno inverno, come se nevicasse, perché poi, chiaro, non passa più nessuno».

E non sono facili neppure le operazioni di rimozione di un mezzo simile, incastrato in quel modo nel tornante. Come sempre effettuate con l’ausilio del personale Anas e dei vigili del fuoco, ma è un lavoro enorme disincastrare un bisonte del genere. «Si è trattato di fare retromarcia, piano piano, fino al 4° tornante – dice Bonetta -, poi, lì, sfruttando la presenza di una piazzola (quelle che il rifugista chiede da tempo al Parco di realizzare in maggior numero lungo il tracciato, ndr), il camionista è riuscito ad invertire la marcia ed a ritornare alla base. E non è tutto perché questa mattina ho fermato io stesso e fatto tornare indietro un camion salito da Santa Caterina e diretto a Ponte di Legno. Non capisco come facciano a non vedere i cartelli, sono disseminati ovunque. Si fidano del tom tom, spesso quelli delle auto e non dei camion, e si avventurano come se niente fosse. Per me questa è pura negligenza, che crea un gran disagio a chi viaggia su questa strada e a noi che restiamo tagliati fuori dai flussi per ore, se non per giorni».

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