Tirano, il dolore per Alessandro Plozza: «Un ragazzo buono, educato e amato da tutti»

Il 18enne, studente di quinta CAT e portiere della Tiranese, è ricordato dalla scuola e dalla società sportiva: «Non meritava una fine del genere».

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Tirano

Aveva appena 18 anni, una famiglia molto conosciuta a Tirano e Villa di Tirano, una grande passione per il calcio e ancora tanti progetti davanti a sé. Alessandro Plozza, classe 2008, era un ragazzo benvoluto da tutti. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo nella comunità e un dolore che in queste ore coinvolge la famiglia, gli amici, i compagni di scuola e la società sportiva nella quale era cresciuto. La famiglia, originaria di Tirano, viveva a Villa di Tirano. Il papà Enrico è impiegato in una ditta di trasporti, la mamma si chiama Ilaria e Alessandro aveva un fratello di 11 anni, Giacomo, anche lui appassionato di calcio e giocatore nelle formazioni giovanili della Tiranese.

Alessandro frequentava la quinta CAT, il corso di Costruzioni, Ambiente e Territorio dell’istituto superiore, l’indirizzo che ha raccolto l’eredità del vecchio corso per geometri. Un ragazzo conosciuto e apprezzato anche tra i banchi di scuola, dove ieri mattina la notizia della sua morte ha sconvolto compagni e insegnanti. Gli studenti, profondamente colpiti, sono stati affiancati dal personale docente e dagli psicologi per affrontare le ore più difficili dopo una tragedia tanto improvvisa. «Era molto conosciuto e amato. Simpatico, apprezzato. Gli abbiamo voluto tutti tanto bene», racconta la dirigente scolastica Rossana Russo. «Era molto educato, un bravo studente, impegnato anche nel percorso di alternanza scuola-lavoro. È un dolore grosso, profondo. Abbiamo rappresentato alla famiglia tutta la nostra vicinanza».

Parole che restituiscono il ritratto di un ragazzo che aveva saputo lasciare un segno tra le persone che lo frequentavano ogni giorno. «Sono telefonate, queste, che non si vorrebbe mai ricevere», aggiunge la dirigente, riferendosi alla comunicazione arrivata dopo il terribile incidente. Accanto alla famiglia si sono strette la scuola e la Tiranese, due degli ambienti nei quali Alessandro trascorreva gran parte delle sue giornate. Un ragazzo che avrebbe dovuto affrontare nei prossimi mesi l’ultimo anno di scuola e guardare al futuro. Invece, per la sua famiglia e per un’intera comunità, resta il dolore per una vita spezzata a soli 18 anni.

Il dolore per la morte di Alessandro Plozza attraversa anche il mondo del calcio tiranese. Il diciottenne, morto mercoledì sera nel drammatico incidente sulla statale 38 a Villa di Tirano, era infatti un giovane portiere dell’US Tiranese 1919 e quest’anno giocava nella formazione Juniores.

Una presenza storica nel club, dove aveva sempre ricoperto il ruolo di estremo difensore e dove era conosciuto e apprezzato non soltanto per le sue qualità sportive, ma soprattutto per il carattere. «Era un ragazzo buono, disponibile, educato, disciplinato. Un bravo ragazzo, davvero. Non meritava una fine del genere», racconta Luca Poncetta, direttore sportivo della Tiranese. La notizia dell’incidente ha lasciato la società sotto choc. «Ero a casa quando mi hanno chiamato. Sono corso subito sul posto insieme al presidente», racconta Poncetta, ancora profondamente colpito da quanto accaduto. Alessandro era molto legato alla società e ai suoi compagni di squadra, con i quali condivideva allenamenti, partite e la quotidianità dello spogliatoio.

«I ragazzi ci stanno contattando per avere informazioni, sono molto legati ad Alessandro», spiega il direttore sportivo. In queste ore la Tiranese si è stretta attorno alla famiglia e ai compagni del giovane, mentre si valuta anche la possibilità che la salma possa essere portata nella sede della società, un luogo che per Alessandro rappresentava una parte importante della sua vita. Il legame con la Tiranese, del resto, era anche familiare. Il papà Enrico aveva giocato a calcio come portiere e per anni poi aveva collaborato con la società, facendo parte attivamente del club. Anche il fratello minore Giacomo, 11 anni, ha seguito la stessa passione e oggi gioca nella formazione Esordienti della Tiranese. Una famiglia, dunque, profondamente legata al calcio e alla società sportiva cittadina, che in queste ore vive insieme ai suoi tesserati una perdita difficile da accettare. Dalla Tiranese arrivano parole di vicinanza alla famiglia Plozza e il ricordo di un ragazzo che, dentro e fuori dal campo, si era fatto voler bene. «Alessandro era uno di quei ragazzi che si facevano apprezzare per il comportamento e per il modo di stare con gli altri», sottolinea Poncetta. Ora, tra i compagni e gli amici della squadra, restano lo sgomento e il dolore per una vita spezzata troppo presto.

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