Cronaca / Tirano e Alta valle
Martedì 27 Ottobre 2026
Tirano, maltrattamenti e minacce alla madre: 30enne condannato
I fatti contestati risalgono al periodo tra settembre e dicembre 2025: secondo l’accusa, il 30enne avrebbe sottoposto la madre a insulti, minacce e ripetute aggressioni fisiche
Lettura 1 min.Tirano
Un anno e quattro mesi di reclusione per aver maltrattato la madre, sottoponendola a vessazioni fisiche e verbali ripetute nel tempo. È la condanna inflitta dal giudice Fabio Giorgi a un 30enne residente a Tirano, riconosciuto colpevole del reato contestato al termine del processo celebrato con rito abbreviato. La sentenza prevede anche il pagamento delle spese processuali. All’imputato sono state concesse le attenuanti generiche e la riduzione della pena prevista per il rito.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra settembre e dicembre 2025 e si sarebbero verificati a Tirano, nell’ambito della convivenza familiare. Secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, l’uomo avrebbe rivolto alla madre insulti e minacce con frequenza pressoché quotidiana, arrivando anche a usare violenza fisica nei suoi confronti.
Tra le condotte contestate figurano offese pesanti, intimidazioni e aggressioni attraverso spintoni, strattonamenti e schiaffi. In un’occasione, nel settembre 2025, dopo aver minacciato la donna, avrebbe inoltre distrutto diversi oggetti presenti nell’abitazione. Il mese successivo, mentre la madre era alla guida della propria auto e lui si trovava sul sedile del passeggero, l’avrebbe colpita con un pugno alla gamba. Il giorno seguente, secondo l’accusa, le avrebbe dato uno schiaffo al volto.
Le minacce sarebbero proseguite anche a dicembre. Il 21, dopo che la donna aveva chiesto l’intervento dei carabinieri per le violenze subite, il figlio l’avrebbe minacciata nuovamente, intimandole di lasciare l’abitazione. In un altro episodio, avvenuto nei giorni precedenti il Natale, l’avrebbe colpita con due schiaffi al viso, provocandole dolore alle orecchie nei giorni successivi e lasciandole segni sulle labbra.
Nel capo di imputazione si fa riferimento anche a una presunta alterazione psicofisica dell’uomo dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti e alla recidiva. Il giudice lo ha dichiarato colpevole del reato di maltrattamenti contestato, condannandolo alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione.
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