Cronaca / Tirano e Alta valle
Giovedì 30 Aprile 2026
Tragedia a Trivigno, comunità in lutto per Lucia Tognela
Si sono svolti a Bianzone i funerali della 59enne morta in seguito ad un’aggressione animale. La comunità ricorda la sua solarità e dedizione
Bianzone
Una chiesa gremita, ben oltre la capienza, e tante persone rimaste anche all’esterno: Bianzone si è fermata per dare l’ultimo saluto a Lucia Tognela, la 59enne tragicamente scomparsa nei giorni scorsi a Trivigno, nei boschi sopra Tirano. Nella parrocchiale di San Siro si è raccolta una folla numerosa e composta, segno tangibile dell’affetto e della stima che circondavano Lucia.
Accanto al marito Valerio, ai figli Mattia e Greta e ai familiari, c’erano amici, conoscenti e tanti cittadini. Un silenzio carico di emozione ha accompagnato l’ingresso del feretro, rotto solo dai canti degli amici del Coro San Lorenzo di Villa di Tirano, di cui Lucia faceva parte fin dagli inizi. Le loro voci hanno reso ancora più intenso un momento già profondamente toccante.
La tragedia che ha colpito la comunità si è consumata nei giorni scorsi lungo un sentiero sopra Trivigno, dove Lucia era uscita da sola per una passeggiata, in un luogo che conosceva e frequentava abitualmente. Il suo corpo è stato ritrovato con gravi lesioni da morsi e l’autopsia ha stabilito che la morte è avvenuta per shock emorragico, riconducibile a un’aggressione animale. Sulla vicenda è in corso un’indagine per chiarire eventuali responsabilità.
Nell’omelia, il parroco don Tullio Schivalocchi ha invitato a guardare oltre il dolore e le domande che inevitabilmente accompagnano una morte così tragica. «Siamo qui in tanti per salutare la nostra sorella Lucia – ha detto –. In questi giorni ci siamo chiesti tanti perché, vorremmo capire tutto, ma non è facile trovare risposte». Parole che hanno intercettato il sentimento diffuso tra i presenti.
Il sacerdote ha ricordato la figura di Lucia come donna, moglie e madre, sottolineandone la capacità di donarsi agli altri, in famiglia e nel lavoro, ma anche nella vita della comunità. «Negli annunci funebri si parla della sua solarità e del suo sorriso – ha proseguito –. Era una persona solare, e questa presenza dobbiamo portarla nel cuore».
Il riferimento al coro è stato particolarmente sentito: «Il canto esprime fede, speranza e amore», ha aggiunto, richiamando un impegno che Lucia aveva portato avanti per anni con passione e partecipazione.
Nel suo messaggio, don Schivalocchi ha esortato a trovare conforto nella fede, nella convinzione che «non tutto finisce qui» e che «nessuna persona è persa». Un pensiero rivolto soprattutto ai familiari, chiamati ad affrontare un vuoto difficile da colmare. «Certo non sarà più come prima – ha detto – ma quel vuoto va riempito con l’amore di Dio».
Il saluto a Lucia si è così trasformato anche in un impegno per chi resta: «Continuare a fare del bene, non chiuderci nel nostro egoismo, spendere bene la nostra vita». Parole che hanno chiuso una celebrazione intensa, segnata da commozione e partecipazione.
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