Tragedia di Trivigno: l’Oipa rilancia il patentino per cani impegnativi

L’associazione sollecita norme più severe per i cani di grossa taglia e l’introduzione di nuove regole al fine di aumentare consapevolezza e prevenzione

Tirano

La tragedia di Trivigno, costata la vita a Lucia Tognela, riaccende il dibattito sulla gestione dei cani di grossa taglia. A intervenire è l’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), che in un comunicato torna a chiedere regole più stringenti per la detenzione dei cosiddetti cani “impegnativi”.

L’associazione richiama non solo il caso valtellinese, ancora al centro delle indagini per accertare il ruolo dei Dogo argentino sequestrati, ma anche un recente episodio avvenuto a Barano d’Ischia, dove una donna è rimasta gravemente ferita dopo l’aggressione del proprio pitbull. Due vicende che, secondo l’Oipa, dimostrano la necessità di maggiore attenzione e responsabilità nella gestione di alcune tipologie di cani.

«Demonizzare gli animali non è la soluzione – sottolinea il presidente Massimo Comparotto –. Episodi estremi sono spesso preceduti da segnali che devono essere compresi. Serve invece una normativa nazionale specifica per evitare il ripetersi di tragedie». L’associazione evidenzia come una gestione inadeguata possa avere conseguenze non solo per le persone, ma anche per gli stessi animali, che dopo aggressioni finiscono spesso in canile o vengono soppressi.

Tra le proposte avanzate, l’introduzione di un percorso formativo obbligatorio – il cosiddetto “patentino” – per i proprietari di cani considerati potenzialmente impegnativi. Un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire maggiore consapevolezza e prevenzione, tutelando sia l’incolumità pubblica sia il benessere animale.

Un tema destinato a restare al centro del confronto, anche alla luce di quanto accaduto a Trivigno, dove proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità nella morte della donna.

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