Cronaca / Tirano e Alta valle
Giovedì 20 Agosto 2026
Da Livigno in Svizzera con il nuovo treno: arriva il sì dei Grigioni
Il progetto Da Coira l’ok al collegamento ferroviario che dovrebbe unire il paese con S-chanf, in Engadina: «Opportunità eccezionale, porta per il Nord Europa»
Lettura 2 min.Livigno
Canton Grigioni vuole lavorare assieme ai partner della Lombardia per realizzare il collegamento ferroviario fra S-chanf, in Engadina, e Livigno. Anche da Coira arriva l’ok.
Da oltre confine c’è il via libera per lavorare insieme ai partner lombardi su questa proposta
A dicembre è prevista la presentazione di un progetto concreto del percorso di oltre 14 chilometri per collegare S-chanf e Livigno nel giro di una decina di minuti su rotaia.L’idea,presentata dallo studio Redas Engineering a luglio durante un incontro informativo a Livigno, riscuote ampi consensi oltre confine.
Le prospettive
Il percorso ridurrebbe significativamente il tempo di percorrenza: oggi si impiegano circa 49 minuti in auto, oltre due ore con i mezzi pubblici.
La domanda potenziale è stimata tra 68.000 e 193.000 passeggeri all’anno, tra lavoratori transfrontalieri, turisti e visitatori. Oltre alla Provincia di Sondrio in veste di capofila, anche il Canton Grigioni e l’Ufficio retico dell’energia e dei trasporti fanno parte del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg. Quello che fino a poco tempo fa sembrava soltanto un sogno suggestivo inizia a prendere contorni sempre più definiti.
Come riportato dalla Rsi (Radiotelevisione svizzera), dal Canton Grigioni è arrivato il via libera per lavorare insieme ai partner lombardi alla realizzazione di un collegamento ferroviario diretto tra S-chanf, in Engadina, e Livigno. A spiegare il valore strategico dell’opera alla Rsi è stato il vicesindaco di Livigno, Thommy Cantoni: «Sotto il Monte Cassana è prevista una galleria di circa 6 chilometri: in soli 7 minuti Livigno sarà collegata all’Engadina e quindi al comune di S-chanf. È un’opportunità straordinaria per agganciarci agli hub internazionali e pensare a una vera e propria porta verso il Nord Europa». Un’iniziativa che vede per la prima volta una convergenza totale tra le amministrazioni locali, la Ferrovia Retica, il Parco Nazionale Svizzero e il Comune di Zernez.
Investimento di 500 milioni
Come ha sottolineato alla Rsi il sindaco di Livigno, Remo Galli: «Per la prima volta tutti questi enti hanno condiviso un’idea comune. Ma per portarla avanti sarà indispensabile il supporto istituzionale e finanziario di tutti i livelli, sia in Italia sia in Svizzera. È un progetto che immaginiamo nell’arco dei prossimi 10-15 anni, con un investimento importante che supererà i 500 milioni di euro.
L’opera si sosterrà creando sinergie energetiche e infrastrutturali per garantire la massima sostenibilità economica e ambientale». Anche dal versante svizzero l’accoglienza è estremamente positiva. L’ex sindaco di S-chanf, Riet Campell, aveva evidenziato già nel 2023 le ricadute pratiche e le opportunità di cooperazione a lungo termine: «Siamo all’inizio dell’iter: abbiamo ottenuto il via libera dal comitato comunale, ora il passaggio passerà alla Regione Alta Engadina, al Cantone e infine a livello nazionale. Dobbiamo spingere adesso per non perdere slancio. Avere un contatto diretto con Livigno è un grande vantaggio per il turismo di entrambi i Paesi. Penso anche ai tanti lavoratori che si spostano ogni giorno e alle nostre infrastrutture – come l’aeroporto di Samedan o l’ospedale – che potrebbero essere utilizzate in modo integrato e con una collaborazione molto più stretta».
Trattandosi di grandi opere di valenza transfrontaliera, i tempi di realizzazione saranno inevitabilmente lunghi, ma la determinazione non manca da entrambi i lati del confine. «Se guardiamo a come si è sviluppato il turismo in Alta Engadina – conclude l’ex sindaco Campell – parliamo di grandi progetti nati come sogni e poi diventati bellissime realtà». Gli fa eco Galli: «Il treno rappresenta quel sogno che è giusto coltivare. È una grande opportunità e ci piacerebbe, tra qualche anno, poter inaugurare un’opera capace di cambiare concretamente la vita di Livigno e dei comuni svizzeri».
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