Trent’anni di vita grazie al cuore donato: Saligari festeggia con gli amici dell’Aido

Una quarantina di partecipanti dai Prati di Punta alla chiesa di Pompei per celebrare i 30 anni dal trapianto di cuore di Stefano Saligari. Tra i protagonisti anche il fratello Giuseppe, la nipote Federica e il piccolo Filippo. Appello dell’Aido: «Donare gli organi è una scelta che può ridare una vita»

Lettura 1 min.

Grosotto

L’esito della camminata dai Prati di Punta di Grosotto alla chiesa di Pompei sull’oltre Adda, di una decina di chilometri organizzata da Aido Grosio e Uniti e dall’Avis Sondalo per festeggiare il trentesimo del trapianto di cuore del socio Stefano Saligari (’59), ha avuto contorni familiari. Fra la quarantina di partiti i migliori sono stati Giuseppe Saligari, ex primo cittadino di Vervio e uno dei tanti fratelli della numerosissima famiglia, Federica Osmetti, nipote di zio Stefano, e il piccolo Filippo, nipote di nonno Stefano.

Seconda targa

v c«Sono contento della partecipazione e ringrazio tutti - ha detto Stefano Saligari, visibilmente felice e premiato dalla sezione Aido con una targa -. La mia storia è ormai nota, oggi voglio pubblicamente ringraziare le mie sorelle Elisabetta e Maddalena che mi sono state molto vicine nei primi difficili momenti».

L’importanza del donare è stata ribadita dal vicario di Grosio e Grosotto, don Simone Tettamanti davanti alla platea di circa 200 fedeli che hanno gremito il sagrato della chiesetta per la celebrazione in onore dei donatori defunti e viventi. «Donare lo dice anche il Vangelo» e pure dal presidente della sezione Grosio e Uniti di Aido, Lino Besseghini: «Non mi stancherò mai di ribadire l’importanza del donare gli organi. È una scelta che si fa quando il donatore è in vita. In Italia abbiamo ancora una lunghissima lista di attesa, ben 8.400 persone che sono in attesa di un trapianto per poter condurre una vita dignitosa. Quando andate a rinnovare la carta di identità e gli impiegati vi chiederanno se volete donare, dite di sì. Il mio ringraziamento, a tutti coloro che hanno partecipato alla camminata oppure hanno preso parte al momento conviviale, è grande come quello a tutti i consiglieri Aido e Avis perché l’impegno da parte di tutti è notevole».

Dai Prati di Punta alla chiesa

La camminata del cuore si è inserita nel programma della tradizionale festa di chiusura del Mortirolo,che ogni anno nell’ultima domenica di agosto vede radunarsi i fedeli nella chiesetta di Pompei a quota 1.600 metri. Un appuntamento che un tempo era una sorta di ringraziamento dei monticatori dell’Oltre Adda e Mortirolo.

Un appuntamento che ha conservato ancora un gran legame per chi ha monti e baite in zona. Tornando alla gara Giuseppe Saligari ha preceduto l’ex presidente della pro loco di Grosotto, Franco Cadringher. Mentre Stefano Saligari, che da trapiantato aveva partecipato a gare, ha atteso tutti al traguardo. Un altro trapiantato, ma di rene, il grosino Renzo Sala ha partecipato alla prova ma salendo in bici come ha fatto l’apripista il consigliere Aido e socio Avis Felice Mosconi. Anche gli amici a quattro zampe hanno dato il loro contributo alla causa come Doc, il border collie della signora Rina Besseghini rimasto al passo della proprietaria.

La manifestazione di Pompei è la seconda in questa estate organizzata da Aido e Avis dopo la tradizionale camminata da Chemp alla Cros de l’Alp (dedicata ai donatori scomparsi Milena Cusini e Massimo Sala) della terza domenica di luglio in occasione della festa della Cros de l’Alp.

© RIPRODUZIONE RISERVATA