Cronaca / Tirano e Alta valle
Martedì 17 Febbraio 2026
Un cervello da medaglia d’oro: «La prevenzione è essenziale»
Nel cuore delle gare olimpiche di sci alpino maschile il convegno di neurologia patrocinato da Regione Lombardia
Bormio
La sfida olimpica di Milano-Cortina 2026 non si gioca soltanto sulle piste, ma anche nella nostra testa. In occasione dei Giochi invernali, la salute del cervello è entrata al centro del dibattito scientifico e pubblico con il convegno “Un cervello da medaglia d’oro”, promosso dalla Sezione Lombardia della Società Italiana di Neurologia e inserito nel calendario delle Olimpiadi culturali, con il patrocinio di Regione Lombardia.
Una scelta non casuale: Bormio, cuore delle gare olimpiche di sci alpino maschile, è diventata per un giorno anche capitale della prevenzione neurologica, riunendo istituzioni, specialisti e campioni olimpici in un confronto aperto alla cittadinanza. Sulla prevenzione neurologica dobbiamo fare un salto di qualità.
Il presidente della Sin, professor Mario Zappia, ha richiamato l’urgenza di investire con decisione nella prevenzione delle malattie del cervello, in particolare quelle neurodegenerative: «Per le malattie cardiovascolari e oncologiche la prevenzione ha prodotto risultati straordinari. Per le patologie neurologiche, soprattutto quelle neurodegenerative, abbiamo fatto ancora troppo poco», ha spiegato. «Eppure, oggi sappiamo che esistono fattori di rischio modificabili sui quali possiamo intervenire. Se riusciamo ad agire precocemente e in modo mirato, possiamo ridurre sia la frequenza sia la gravità di queste malattie».
La giornata si è articolata in due momenti: al mattino il confronto tra operatori sanitari su reti e nuove linee guida, nel pomeriggio l’appuntamento divulgativo rivolto ai cittadini. «Il periodo olimpico è sicuramente catalizzatore – ha spiegato Simone Vidale, medico e presidente regionale della Società italiana di Neurologia –. Noi vogliamo promuovere questi messaggi proprio ora».
Il messaggio chiave è uno: prevenzione. «Le malattie neurologiche nel mondo affliggono quasi tre miliardi e mezzo di persone. In Lombardia ogni anno oltre 16mila persone vengono colpite da ictus e quasi 200mila convivono con una demenza. Non lo dico per spaventare, ma perché prevenire si può». Secondo Vidale «possiamo prevenire quasi la metà degli ictus e ridurre di quasi il 40% lo sviluppo di demenza attraverso stili di vita e comportamenti corretti».
Tra i pilastri della prevenzione c’è l’alimentazione. «È importantissima – ha sottolineato Giovanna Cesana, medico esperta in Nutrizione clinica – perché dall’alimentazione dipende la salute dell’intero organismo».
Il legame tra intestino e cervello è diretto: «In un organismo infiammato abbiamo un cervello infiammato». Nessun alimento miracoloso, ma un modello chiaro di riferimento: «La nostra dieta mediterranea, ricca di verdure, legumi, latticini freschi, povera di carne rossa, salumi e formaggi stagionati, che sono pro-infiammatori. E dobbiamo eliminare il cibo processato, quello industrialmente lavorato che non riconosciamo più».
Accanto alla scienza, la testimonianza dello sport. «La testa è fondamentale», ha detto Yuri Confortola, ex atleta di short track plurimedagliato. Richiamando l’attualità olimpica, ha osservato: «Abbiamo visto tutti che Federica Brignone ha vinto a soli dieci mesi dall’infortunio. Al cancelletto di Cortina non era la più forte fisicamente, lo era mentalmente».
Per Confortola la forza mentale si costruisce anche nelle difficoltà: «Dopo gli infortuni mi davano per finito. È lì che ho tirato fuori il meglio. Capisci che puoi lavorare sulla testa». E altrettanto decisivo è il recupero: «Spendere tempo con la famiglia, con gli amici, divertirsi nella maniera giusta: sono tutte cose positive che alla tua testa rimangono, per poi tornare a lavorare bene».
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata il sindaco Silvia Cavazzi: «Questo è il primo appuntamento con la Società italiana di Neurologia, ma ci piacerebbe dare continuità. Ogni anno organizziamo congressi importanti, dalla psichiatria alla cardiologia, e anche la neurologia avrà un futuro qui a Bormio».
Un pomeriggio partecipato, dunque, che ha acceso i riflettori su un tema spesso sottovalutato: il cervello come bene prezioso da allenare, nutrire e proteggere ogni giorno, a tutte le età.
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