C’è un suono che, ogni anno, cambia il ritmo delle città.
È quello della prima campanella. Zaini in spalla, qualche emozione e tanta voglia di ricominciare. Per i più piccoli è il giorno della scoperta, per i più grandi quello del ritorno: agli amici, ai compagni, alla quotidianità tra aule e corridoi.
Sono 22.084 gli alunni e le alunne iscritti quest’anno nelle scuole di Valtellina e Valchiavenna.
Da Madesimo a Livigno, si è così rimesso in moto l’intero sistema scolastico provinciale: dai centri del fondovalle alle località più alte.
Una rete capillare, distribuita nelle 31 istituzioni scolastiche della provincia. Nel dettaglio, sono 6.895 i bambini della primaria, 4.657 i ragazzi della secondaria di primo grado e 8.007 gli studenti delle superiori. Per i più piccoli, invece, il nuovo anno era già cominciato il 7 settembre, con 2.525 bambini della scuola dell’infanzia.
«La scuola in provincia di Sondrio è molto più di un luogo di istruzione: è un presidio di comunità, di cultura e di futuro».
È il messaggio di Imerio Chiappa, dirigente reggente dell’Ufficio scolastico territoriale, che nel dare il benvenuto al nuovo anno richiama anche le sfide che attendono la scuola: dalle nuove tecnologie all’intelligenza artificiale, che stanno cambiando il modo di studiare, lavorare e accedere alla conoscenza. Ma, sottolinea Chiappa, «la trasformazione tecnologica non cambia la funzione essenziale della scuola»: offrire a ogni ragazza e a ogni ragazzo gli strumenti per crescere, sviluppare i propri talenti e costruire il proprio futuro.
Nuove responsabilità, nuovi progetti e nuove relazioni. Perché ogni prima campanella, in fondo, non segna soltanto un ritorno. Segna sempre un nuovo inizio.