Ritrovato senza vita Luciano Capasso

Il 25enne napoletano era disperso da lunedì sulle cime intorno a Sankt Moritz

La madre, Raffaela Grande, ha scelto una bellissima immagine di suo figlio Luciano, in tenuta mimetica, che l’abbraccio affettuosamente mentre la raggiunge a Natale, con il panettone appresso. Un abbraccio da cui non si staccherà mai, è una certezza, tanto più ora che suo figlio, Luciano Capasso, 25 anni, autista al Badrutt’s Palace Hotel di Sankt Moritz, alle spalle un intenso addestramento militare, amante della montagna, dell’alpinismo e dello scialpinismo, non c’è più. Travolto da una bufera di neve sul Fuorcla Trovat, a 2650 metri di quota, nella zona del Diavolezza, dove si era recato lunedì per un’escursione scialpinistica approfittando della giornata libera in albergo. Dove non è più rientrato, però, e questo aveva destato non poca preoccupazione fra i colleghi, aggravatasi dopo l’ultimo contatto via cellulare fra il giovane e suo fratello Emanuel, di stanza a Qualiano, nella città metropolitana di Napoli, paese natale di Luciano. Quest’ultimo contatto risaliva all’1.42 della notte fra martedì e mercoledì, poi, più niente. O meglio, il telefono Gps militare di cui Luciano era dotato lo tracciava ancora alcune ore dopo, precisamente alle 5.25, a quota 3mila, poi, venti minuti dopo il segnale arrivava dai 2.650 metri e questo ha indotto i suoi famigliari a pensare che potesse essere accaduto qualcosa. Che potesse essere scivolato a valle. Certezze ancora su come sia morto questo ragazzo di mare appassionato della montagna non ce ne sono, ma è pacifico che è rimasto per troppo tempo in balia del maltempo in quota. Maltempo che ha impedito ai tecnici del soccorso alpino svizzero di poter raggiungere la zona, né via terra né in elicottero, per poterla scandagliare. Alle alte quote è stato maltempo ininterrotto in settimana fino a venerdì, quando i soccorsi si sono messi in moto e ieri mattina il ritrovamento. Da Qualiano, la mamma e il fratello, si sono subito attivati. Si sono rivolti a un legale, l’avvocato Sergio Pisani, che a sua volta ha fatto appello alla Prefettura di Napoli, perché, tramite la Farnesina, si riuscisse a stabilire un contatto utile con le autorità svizzere e si spingesse per l’attivazione delle ricerche. La speranza è stata l’ultima a morire. Mamma Raffaela ha anche offerto una ricompensa di 10mila euro, poi saliti a 50mila, a chi ritrovasse suo figlio, ma l’epilogo, probabile, era già scritto. Troppo insidioso il meteo degli ultimi giorni su tutto l’arco alpino per poter uscire vivi da una simile situazione nonostante le capacità scialpinistiche di Luciano. Per rintracciare il quale si era attivata anche l’associazione Penelope Campania che, ieri, tramite i social, ha espresso massima vicinanza alla famiglia. E si era adoperato in prima persona anche il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis.

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