(Foto di Ansa)
Undici ragazzi e due docenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice sono bloccati in Medio Oriente. Dopo i bombardamenti sono stati trasferiti in un albergo con bunker
Lecco
«Non abbiamo visto i missili e non abbiamo sentito il rumore dei bombardamenti, però siamo stati velocemente trasferiti dal nostro albergo in un altro», dice Giulia Grilli, docente che con la collega Sabrina Biava è a Dubai con gli undici studenti dell’Ima.
«Stiamo bene, siamo al sicuro, ci hanno trasferito in un albergo periferico che ha un bunker, logicamente non possiamo uscire all’esterno e il tempo sembra molto più dilatato - continua la docente -. I ragazzi sono in continuo contatto con le loro famiglie, abbiamo creato un gruppo WhatsApp così da restare informati e da informare su ogni eventuale cambio di situazione».
Gli studenti lecchesi hanno la fortuna di avere due docenti che li hanno accompagnati: «Ci sono scuole invece che non hanno gli insegnanti con loro - prosegue la docente Grilli -. Noi siamo in un ambiente protetto e questo è importante».
Una situazione in sospeso con tante notizie che si inseguono e che a volte non sono coerenti tra di loro: «Leggiamo tutto quello che arriva, e vogliamo tranquillizzare sulla nostra situazione che fortunatamente, letta nel contesto in cui improvvisamente ci siamo trovati, è tranquilla. C’è apprensione certo, le famiglie sono preoccupate, speriamo che si apra uno spazio aereo e di poter tornare a casa al più presto», conclude la docente Grilli.
Gli studenti dell’Ima erano in un albergo in centro e nei giorni scorsi hanno visitato la città e partecipato a varie attività, pronti a rientrare con un bagaglio di nozioni e di esperienze fondamentali per il loro percorso scolastico, poi improvvisamente il bombardamento.
Quel bombardamento che nessuno aveva messo in conto, ed anzi Dubai sembrava una meta tranquilla, una città moderna con l’aeroporto veloce da raggiungere.
Per gli undici studenti e le due docenti il rientro è prorogato di qualche giorno, nel frattempo il Ministero sta lavorando per accelerare i tempi, e nel malaugurato caso di altri bombardamenti l’albergo ha un suo bunker.
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