Tirano e Aprica danno il benvenuto al nuovo anno

Festa in piazza con il sindaco Stoppani. Fiaccolta con i fuochi sulle piste

La formula del “Capodanno in piazza” continua a piacere nella sua semplicità, nel fare comunità – a Tirano fra cittadini e turisti -, nel festeggiare all’aperto insieme. Così è stato anche quest’anno nella notte di San Silvestro quando piazza Cavour si è accesa con la musica del dj Sisco, nome noto e conosciuto in provincia, che ha invitato a ballare. Piazza gremita, volti contenti e divertimento non sono mancati per iniziativa del Comune; presenti il sindaco Stefania Stoppani, gli assessori Isabella Ciapponi Landi e Leonardo Tancini.

«Il 2026 sarà un anno di importanti novità e iniziative volte a rafforzare il nostro ruolo di meta turistica responsabile e sostenibile – il saluto del sindaco Stoppani per il nuovo anno -. La nostra ambizione è promuovere una destinazione a misura di cittadino (prima che di visitatore), con un’alta qualità della vita, rispettosa dell’ambiente e delle tradizioni locali, in vista anche dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, che porteranno in città visitatori da tutto il mondo». Il «dono più bello», come detto dal sindaco sul palco a mezzanotte, è la tangenziale che sarà «un elemento strategico per la città, premessa indispensabile per poter disegnare la nuova mobilità cittadina, che prevede l’alleggerimento del traffico nel centro storico e valorizzerà la fruizione del nostro patrimonio culturale – prosegue Stoppani -. Con il nuovo piano del traffico, che adotteremo entro la fine del 2026, creeremo aree dedicate ai residenti ed implementeremo la pedonalizzazione di piazze e vie centrali, per migliorare la qualità dell’aria e l’accoglienza di residenti e visitatori». Un pensiero anche per la basilica della Madonna di Tirano, patrona della Valtellina e una delle chiese più importanti in Lombardia, inserita nell’elenco delle chiese giubilari per il 2025, un riconoscimento importante che qualifica il monumento ulteriormente come meta di pellegrinaggi e luogo di spiritualità e arte. «Ad inizio 2026 presenteremo a Fondazione Cariplo una importante richiesta di finanziamento a valere sul bando Emblematici Maggiori per la riqualificazione del sagrato di piazza Basilica, opera propedeutica alla sua pedonalizzazione. Dal punto di vista strategico, i nostri due obiettivi principali del nuovo anno sono: creare le condizioni per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro qualificati, che permettano ai nostri giovani di poter lavorare a Tirano o di tornare dopo la laurea. Il nuovo local hub appena inaugurato è un esempio virtuoso di spazi che possono fungere da incubatori per nuove idee imprenditoriali e favorire la nascita di start-up giovanili. Secondo obiettivo: creare le condizioni per attrarre nuovi investitori, pubblici e privati dall’esterno, che affianchino il Comune, garantendo investimenti per rendere la Tirano di domani più rispondente alle esigenze dei cittadini, rimodernando i tanti patrimoni che abbiamo in città, creando nuove infrastrutture e creando nuovi servizi di qualità».

Tornando alla festa in piazza, da sottolineare che, nonostante l’ordinanza del Comune e la presenza in città delle forze dell’ordine, non è mancato lo scoppio di botti e petardi. E, dopo l’evento, ieri mattina la piazza era già stata ripulita da Secam.

Piccola novità quest’anno ad Aprica per Capodanno. Se invariata è rimasta l’accoppiata fiaccolata e fuochi d’artificio, quella che è cambiata è la pista dove i maestri di sci, nella sera di San Silvestro, sono scesi con le torce: ovvero la Direttissima del Baradello. E non è stato un caso. Come annunciato dall’assessore al Turismo del Comune di Aprica, Alessandro Damiani, nei giorni scorsi, anche quest’anno il comprensorio ha compiuto un ulteriore passo avanti: un’altra pista, la Direttissima inferiore del Baradello, è stata dotata del sistema di innevamento programmato, garantendo condizioni costanti e una fruibilità più ampia del comprensorio. Tracciato, dunque, che ha permesso lo svolgimento della fiaccolata attesissima dai turisti che hanno assiepato la zona dei Campetti dove il corteo luminoso è giunto alla fine della discesa. Qui, poco dopo, è partito lo spettacolo pirotecnico che è stato ammirato in tutta Aprica. Dove le piste, in questi giorni, sono affollatissime di sciatori.

«La fiaccolata con fuochi è ormai una consuetudine per i nostri ospiti – afferma Damiani -. Piace sempre e c’è sempre grande partecipazione. I Campetti erano pieni. Siamo contenti anche di aver offerto una visuale diversa, dalla Direttissima superiore e inferiore. Ma gli appuntamenti in calendario non sono finiti. Venerdì 2 gennaio, alle 16, in piazza Delle sei contrade, dove è allestito il “Villaggio di Natale” con i mercatini, si esibirà la band I Luf, mentre domenica 4 gennaio classico della nostra programmazione natalizia: il concerto gospel degli Happy Chorus alle 21 al centro direzionale. Infine appuntamento clou, direi, quello di lunedì 5 gennaio (alle 21, al centro direzionale) con Kristian Ghedina, uno dei più grandi discesisti italiani che detiene il record di 166 gare disputate in discesa libera in Coppa del Mondo. Presenterà il suo libro “Ghedo – Non ho fretta ma vado veloce” scritto insieme al giornalista Lorenzo Fabiano». La velocità nell’anima, che sia sugli sci o al volante delle macchine da corsa in pista poco conta. È vitale. Tredici vittorie in Coppa del Mondo, trentatré podi, tre medaglie mondiali, quelle olimpiche il suo tallone d’Achille; almeno fino all’avvento sulla scena di Dominik Paris, Kristian Ghedina è stato il più forte discesista che l’Italia abbia mai potuto mettere in pista dagli epici tempi di Zeno Colò. E tuttora ha un posto tutto suo tra i grandi dello sci alpino. Una storia che è il romanzo di una vita segnata dal dolore per la tragica scomparsa della madre quando aveva appena quindici anni e di una carriera divisa in due, prima e dopo l’incidente in macchina del 1991 in cui rischiò seriamente lui stesso di perderla, la vita. Ha vinto e ha perso, è caduto e si è rialzato: sempre con il sorriso. «Per me la vittoria più bella è essere quello che sono», dice. C.Cas.

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