Donna aggredita al Gombaro: «Non basta chiedere più sicurezza»

L’appello del marito Fabio Panzeri: «Imbarazzante l’assenza di gratitudine nei confronti della donna che ha salvato la vita a Doriana»

Lettura 1 min.

Sondrio

È cristallina la posizione di Fabio Panzeri, per 30 anni giornalista nelle province di Sondrio e Lecco e di questa stessa testata, rispetto a quanto è accaduto a suo moglie Doriana, 54 anni, aggredita violentemente in zona Gombaro a Sondrio intorno alle 17 del 3 aprile scorso da uno sconosciuto, un cittadino congolese senza fissa dimora richiedente asilo e ospite del centro di accoglienza locale da alcuni mesi che si è scagliato improvvisamente su di lei, uscita per una passeggiata dopo il lavoro. Colpita con un sasso in pieno volto alla testa e salvata solo grazie all’intervento providenziale di una 51enne di Sondrio che si è trovata a passare in quel momento. Doriana si è ritrovata con la mandibola fratturata in quattro punti, sanguinante a terra, episodio di cui non ricorda fortunatamente nulla, ma che ha lasciato un profondo segno in lei.

Abbiamo scelto la linea non della denuncia urlata, dello sfogo legittimamente rabbioso di fronte ad un fatto tanto grave che solo per una manciata di secondi non è costato la vita a Doriana, dice il marito, ma della paziente opera di sensibilizzazione e del dialogo costruttivo con le istituzioni da cui qualche timido segnale di ascolto impegno è pervenuto ma solo dietro nostre ripetute sollecitazioni. In tal senso mi pare imbarazzante, prosegue Panzeri, l’assenza di qualsiasi manifestazione di gratitudine da parte del comune di Sondrio verso la coraggiosa signora che ha dato un contributo decisivo a scongiurare l’uccisione di mia moglie. Mi chiedo se c’è un modo proattivo e maturo per prendere coscienza di un problema, senza strumentalizzazioni politiche, senza contrapposizioni sterili e per interrogarsi tutti, a partire dallo Stato e dagli enti locali, su cosa si può e si deve fare per prevenire questi fatti, per evitare che si ripetano.

Panzeri rimanda ad un concetto sociale di sicurezza integrata senza il quale, dice, l’accoglienza nella quale credo profondamente rischia di diventare un pericoloso boomerang per tutti, anche per chi ne dovrebbe beneficiare e invece ne abusa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA