Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 22 Giugno 2026
Shock anafilattico dopo una bevanda al latte, la bimba è tornata a casa: «Grazie a chi l’ha salvata»
La piccola di quasi otto anni che aveva rischiato la vita a Delebio è stata dimessa dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il padre ringrazia i due commercianti che le prestarono i primi soccorsi e il personale sanitario che l’ha assistita durante il ricovero
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Delebio
La grande paura è ormai un ricordo lasciato alle spalle. La bambina di non ancora otto anni che una decina di giorni fa ha seriamente rischiato di morire per uno shock anafilattico sul grande piazzale sul quale si affacciano diverse attività commerciali di Delebio, ha finalmente potuto lasciare l’ospedale di Bergamo, dove quel lunedì era stata ricoverata d’urgenza con un elicottero di Areu.
“Mia figlia - racconta il papà, originario del Senegal, che con la famiglia risiede da tempo a Regoledo, frazione di Cosio Valtellino - ha potuto fare ritorno a casa, accolta con tanta gioia. La mamma le è rimasta accanto fin dall’iniziale momento del ricovero nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo”.
L’uomo, in Italia da parecchi anni e da alcuni residente in Valtellina, quel giorno si è preso un grosso spavento. “In quel momento - ricorda l’uomo - mi trovavo al lavoro e sono stato avvisato da mia moglie di quanto era successo poco prima. Lei con i bambini si era recata a Delebio per fare visita a una famiglia di nostri connazionali. A un certo punto a mia figlia è stata offerta una bevanda all’ananas con l’aggiunta di latte, sostanza quest’ultima a cui è allergica. Ma i nostri amici non lo sapevano e lei non si è accorta che stava bevendo una cosa che non avrebbe dovuto. Quando si apprestavano a fare rientro a casa, nel piazzale sotto l’alloggio degli amici, ha iniziato ad accusare violenti spasmi, ad avere gravi problemi di respirazione, a diventare cianotica in volto. E’ stata salvata dal titolare del ’Minimarket Valtellina’ e dal suo dipendente, entrambi di nazionalità marocchina”.
I due commercianti hanno udito le grida di disperazione della madre che richiedeva aiuto e si sono precipitati all’esterno dell’attività commerciale. “Nei giorni scorsi - rammenta il senegalese - mi sono recato di persona a ringraziarli. Loro, per primi, hanno praticato il massaggio cardiaco, prima che fosse troppo tardi. E ora vorrei tanto ringraziare anche il personale medico e infermieristico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che si è preso cura in diversi giorni, con tanta dedizione e professionalità, di mia figlia. Sono stati svolti tutti gli accertamenti clinici ed è stato confermato che lei è allergica al latte e a suoi derivati. Non deve assolutamente consumare cibi a base di latte, altrimenti rischia la vita”.
Felici del ritorno a casa della piccola anche i due “negozianti-eroi”: “Abbiamo avuto dal padre la bella notizia che tanto ci attendevamo. Con i genitori l’aspettiamo per abbracciarla e festeggiarla”.
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