Cronaca
Giovedì 09 Luglio 2026
Variante Tremezzina, fine lavori entro aprile 2031
Questa mattina la riunione tra sindaci e Anas. Si punta a un’accelerata del cantiere
Lettura 2 min.Menaggio
Serviranno altri tre anni di paziente attesa, rispetto alla data del 10 aprile 2028 (quest’ultima fissata a 640 giorni da oggi secondo il countdown del nostro giornale), per vedere ultimati i lavori della variante della Tremezzina.
Dopo mesi contrassegnati da incertezze, oggi Anas ha svelato la nuova data di fine lavori al termine del terzo Tavolo di regia di cantiere ospitato a Menaggio, annunciando che «l’obiettivo è completare i lavori entro aprile 2031, recuperando progressivamente i ritardi accumulati». Per fare ciò, il cantiere - da settembre - entrerà progressivamente a pieno regime, prevedendo l’impiego di oltre 200 operai distribuiti “su più fronti operativi”. Che sia l’ennesimo annuncio “spot” o che finalmente la variante della Tremezzina abbia imboccato la strada giusta lo dirà solo il tempo.
Ieri mattina ci ha pensato dunque l’ad di Anas Claudio Andrea Gemme - per la seconda volta al Tavolo di regia di cantiere - a svelare la nuova data di fine lavori, ponendo fine a una serie di ipotesi e di voci che si rincorrevano che avevano contribuito a far calare un’ulteriore cappa negativa su un cantiere da mesi ormai inviso a buona parte del territorio, (a dir poco) contrariato per lo stallo dei lavori, dopo i sacrifici chiesti tra novembre 2021 e aprile 2022 a fronte dei quattro mesi di chiusura totale della statale a Colonno. Ora c’è una nuova data di fine lavori, confidando che non si tratti di un altro annuncio da rivedere in corso d’opera come la data del 10 aprile 2028, contenuta nella nota (a firma di Anas) per la consegna totale dei lavori, con tutte le varie problematiche in essere che sembravano appianate. Così non è stato.
Peraltro bisognerà rivedere anche il computo complessivo dei lavori che dai 412 milioni di euro annunciati a corredo della firma legata alla consegna totale dei lavori ora il costo globale della variante ha superato (ce lo ha confermato ieri l’ad di Anas) il mezzo miliardo di euro. Altra variabile non di poco conto.
In tutte queste dinamiche ha avuto un peso preponderante, l’accordo sul trasporto e conferimento del materiale contenente arsenico naturale in uscita dalla Ca’ Bianca a Griante, dove le “volate” al salto di montone sono riprese dopo due anni di stop, in cui Anas e impresa hanno cercato (passando per il Collegio consultivo tecnico) ed alla fine trovato un’intesa tecnica, ma soprattutto economica.
«Stiamo lavorando su due fronti, uno a Colonno che si attesta ad un chilometro e 300 metri ed a 930 metri ed uno a Griante che è ripartito - la sottolineatura di Gemme -. Non abbiamo ancora ragionato sui lavori “sette su sette”. Il cronoprogramma che traguarda una consegna ad aprile 2031 è basato su lavori “cinque giorni su sette”. Cronoprogramma che può essere migliorato, questo è fuori di dubbio, rispetto a delle sequenze di transiti che devono essere concordati con i Comuni e la popolazione, che deve appoggiare i sindaci».
A precisa domanda e cioè se quella di aprile 2031 sia una data scolpita nella roccia, Gemme ha risposto «al momento sì». «È ciò che abbiamo previsto considerando tutte le varianti, modifiche, aggiunte e complessità che abbiamo trovato cammin facendo - le parole dell’ad di Anas -. Parlo dell’arsenico a Griante, ma anche degli idrocarburi a Colonno. C’è la ferma volontà di concludere i lavori ad aprile 2031»
© RIPRODUZIONE RISERVATA