Applausi per il debutto del Nuovo Gruppo Vocale di Sondrio

Dalla musica sacra allo spiritual, passando per la canzone d’autore: il giovane ensemble diretto da Vittorio Graziano ha conquistato il pubblico di Balzarro con un concerto che racconta un progetto corale in piena crescita

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Castione Andevenno

Quello andato in scena domenica pomeriggio a Balzarro, frazione di Castione, è stato molto più di un semplice saggio di fine anno. È stato il primo capitolo di una storia corale appena iniziata, costruita sull’entusiasmo, sulla voglia di crescere e sulla convinzione che la musica possa davvero trasformare tante voci diverse in un’unica armonia condivisa.

«Se c’è una cosa che siamo certi di aver appreso in questo periodo è che la musica ha il potere unico di unire le persone e di trasformare singole voci in un’unica grande armonia». Non una semplice dichiarazione d’intenti, ma la fotografia perfetta di quanto accaduto nella chiesa della Natività di Maria, dove il Nuovo Gruppo Vocale di Sondrio ha fatto il suo debutto ufficiale sotto la direzione del maestro Vittorio Graziano. Un esordio accolto da un pubblico numeroso che ha riempito la chiesa e accompagnato con applausi ciascuna esecuzione.

A presentare il concerto è stata la corista Vicky Miyuki Ferrari, che ha ripercorso la nascita dell’ensemble e il lavoro svolto nell’ultimo anno. «Il nostro percorso è iniziato circa un anno fa e oggi presentiamo il nostro primo concerto, che abbiamo voluto vivere e condividere sotto forma di saggio: la prima tappa di un percorso di crescita vocale, musicale e umano appena cominciato», ha spiegato. Un cammino che ha portato i coristi a esplorare repertori e stili differenti, sviluppando l’ascolto reciproco e la capacità di fondere le singole voci in un unico suono corale.

L’ensemble, composto da 27 elementi - 11 uomini e 16 donne - è una realtà giovanissima anche dal punto di vista anagrafico della sua storia. Talmente giovane da non avere ancora un nome definitivo. Una particolarità raccontata con simpatia dalla stessa Ferrari, che ha coinvolto il pubblico invitandolo a suggerire possibili denominazioni per il coro attraverso un foglio predisposto all’uscita della chiesa.

Il programma musicale ha rispecchiato lo spirito di ricerca e sperimentazione che caratterizza il gruppo. Otto brani appartenenti a tradizioni, epoche e linguaggi differenti hanno accompagnato la platea in un viaggio musicale attraverso culture e sensibilità diverse. Ad aprire il concerto è stato “An irish blessing”, tradizionale irlandese nella versione di James E. Moore Jr., seguito dall’intenso inno sacro “Ubi caritas” di Michael John Trotta. Spazio poi alla canzone d’autore italiana con “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi...” di Mogol e Lucio Battisti nell’arrangiamento di Giorgio Susana. Poi un canto sacro russo “Otche nash” di Nikolai Kedrov, quindi “That lonesome road” di James Taylor, arrangiato da Simon Carrington. Il pubblico ha potuto apprezzare anche le atmosfere popolari di “Izar ederrak”, tradizionale basco armonizzato da Josu Elberdin, la celebre “Till there was you” di Meredith Willson e, in chiusura, lo spiritual “Didn’t my Lord deliver”. Un repertorio volutamente eterogeneo, capace di spaziare dalla musica sacra a quella profana, dal folk internazionale alla canzone d’autore, fino allo spiritual. Una scelta che riflette la filosofia del gruppo.

«Non vogliamo porci limiti stilistici - ha spiegato il maestro Vittorio Graziano -. L’obiettivo è coinvolgere pubblici diversi e avvicinare anche i più giovani al mondo della coralità». Nel corso del concerto è emerso con chiarezza il lavoro svolto in questi mesi: equilibrio tra le sezioni vocali, attenzione alle dinamiche, cura dell’intonazione e capacità di interpretare linguaggi musicali molto differenti tra loro. Sentiti i ringraziamenti rivolti al direttore Graziano, definito dai coristi «una guida paziente e appassionata», e alla vocalist Natalìa Rogantini, assente per impegni professionali ma «protagonista del percorso formativo del gruppo attraverso un lavoro dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della vocalità».

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