Cultura e Spettacoli / Circondario
Martedì 03 Novembre 2026
Civate e l’Ultima cena: un documentario conferma
Produzione televisiva internazionale, sarà proiettata venerdì sera alle 20.45. Le tesi a favore di San Calocero quale sfondo del celeberrimo capolavoro
Lettura 1 min.Tornerà ad aleggiare su Civate il genio di Leonardo da Vinci, con la proiezione del docufilm “Rappresentazione del quadro vivente dell’Ultima cena”, una produzione televisiva internazionale.
La tesi di Spielmann
Per immergersi nelle tesi a favore di San Calocero quale sfondo del celeberrimo capolavoro, l’appuntamento è per venerdì, 6 novembre, alle 20.45. Il docufilm ha la direzione fotografica di Flavio Toffoli. La proiezione si terrà nell’aula magna “Rino Mauri” all’interno delle scuole di via Abate Longoni con il patrocinio del Comune di Civate.
La produzione (rilasciata a livello globale con il titolo The Last Supper) ha contenuti ad alto impatto visivo focalizzati sulla ricostruzione estetica e l’approfondimento artistico, con grafiche digitali.
Civate si prepara dunque a ospitare la proiezione straordinaria di un progetto visivo che acquista un significato unico; il mistero delle tre finestre del complesso di San Calocero, lo sfondo, i profili dei monti, l’orientamento della luce del refettorio: tutti elementi visivi potenti.
Per dare al documentario il look cinematografico e il respiro internazionale è stato ingaggiato un professionista del calibro di Flavio Toffoli. La tesi, ormai dominante, è che la prospettiva, l’orientamento verso sud-est e il modo in cui la luce taglia l’ambiente corrispondono al refettorio originale di San Calocero, rendendolo di fatto il “set” reale usato da Leonardo.
Nella produzione, la valorizzazione visiva di queste intuizioni è firmata appunto da Toffoli, il cui lavoro sulle luci e sulle inquadrature ha tradotto in immagini cinematografiche la stessa atmosfera luminosa e spaziale concepita da Leonardo per ambientare le ultime ore di Gesù coi discepoli prima del Calvario.
Alla base c’è la tesi soprattutto di Gábor Spielmann, ricercatore ungherese indipendente presente personalmente a Civate il 20 marzo scorso per presentare ad autorità e stampa i suoi studi, ispirati a quelli dell’ingegner Dario Monti, che per primo avanzò anni fa l’ipotesi.
Per di più i “nodi vinciani”, cioè il complesso logo di Leonardo, sono tuttora visibili esattamente nel refettorio dell’odierna “Casa del cieco”; il cardinal Ascanio Sforza - fratello del mecenate di Leonardo, Ludovico - dal 1484 era a Civate esercitando su San Calocero la propria diretta autorità; Marco D’Oggiono, l’allievo allora prediletto di Leonardo, era di casa a Civate (oltre che a Oggiono) amministrando qui le proprietà della madre, Elisabetta da Cliviate.
Tre, o più, indizi fanno una prova? Per il direttore della “Casa del cieco”, Franco Lisi, «sicuramente sì e, da parte nostra - annuncia - ci stiamo ulteriormente muovendo per celebrare degnamente questo nostro tesoro».
La rappresentazione
Prima della Pasqua 2026 Civate ha ospitato il Comitato Pro Venerdì Santo di Romagnano Sesia con la ricostruzione (secondo i testi della Confraternita dell’Entierro) dell’Ultima cena in San Calocero.
Gesù e gli apostoli hanno fatto ingresso nell’ex refettorio, in costumi e sembianze tratti dal celeberrimo dipinto; un brivido e una corale espressione di stupore hanno percorso il pubblico: la tavolata stagliata controluce rispetto alle finestre attraverso cui si percepiva l’evocativo, evanescente paesaggio ha fatto mormorare a tutti i presenti: «È sicuramente questo lo sfondo». La rappresentazione, rievocata nel docufilm, si è arricchita di figuranti come Ascanio Sforza stesso.
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