Cultura e Spettacoli / Lecco città
Venerdì 03 Luglio 2026
Lecco Film Fest, San Francesco e la sua attualità: «Riflessione sul nostro tempo»
La cerimonia L’inaugurazione ieri pomeriggio al Teatro della Società Campanari: «Progetto radicato nel territorio». Mons. Milani: «Aprire analisi profonde»
Lettura 2 min.Lecco
Il Teatro della Società era sold aut ieri pomeriggio per l’inaugurazione della settima edizione del Lecco Film Fest, la rassegna promossa da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzata da Fondazione Ente dello Spettacolo.
«Si è creata una osmosi fra il festival e il nostro territorio»
Erano presenti tantissime autorità istituzionali ed ovviamente spiccava la presenza della nuova amministrazione cittadina. Con il sindaco Filippo Boscagli, c’erano il vicesindaco Carlo Piazza e l’assessore alla cultura Cinzia Bettega.
La presentazione
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Lecco e di Mauro Piazza, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, ha preso la parola Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio: «La forza del Lecco Film Fest è, nella sua essenza, un sistema di relazioni che coinvolge non solo la nostra associazione che lo promuove e la Fondazione che lo organizza, ma che si estende a istituzioni, imprese, società civile e pubblico. È dall’incontro tra questi soggetti che la manifestazione trae la propria ragione d’essere e può ogni anno realizzarsi. Un progetto radicato nel territorio, che la comunità locale ha fatto proprio nel tempo e che in questo senso di appartenenza trova la misura autentica del suo valore. C’è insomma una osmosi tra il festival e il territorio. A centro dell’edizione di quest’anno, dedicata a San Francesco, c’è l’uomo e la presenza di un regista come Stéphane Brizé è la dimostrazione di una manifestazione che vuole proporre una seria riflessione sul nostro tempo».
Velasco Vitali ha realizzato il manifesto della manifestazione di quest’anno
Proprio su San Francesco e sul titolo del Festival ha insistito monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore artistico del Lecco Film Fest. «Abbiamo forzato l’aggettivo “sue” perché abbiamo voluto comprendere anche la creazione cinematografica. Dal “tue” al “sue” si trasforma il punto di vista e si è invitati a osservare il creato come spazio di relazione, come comunità di presenze, realtà che il cinema può raccontare e restituire. Quella del cinema, infatti, è una creazione che non avviene dal niente. Si parte da una storia, da un fatto di cronaca, da un dato autobiografico, ma poi c’è sempre un atto che rimodella tutto. In occasione di questo anniversario di San Francesco il festival non si limita ad una semplice commemorazione. In queste giornate vogliamo aprire una riflessione profonda sull’immagine di questo santo che ha attraversato la storia del cinema, ma anche domandarci cosa può dirci oggi in questo nostro mondo iperconnesso».
L’arte
È stata poi la volta di Velasco Vitali, autore del manifesto della manifestazione: «Mi guardo bene dallo spiegare quello che ho fatto, un artista non dovrebbe mai fare una cosa del genere. Piuttosto volevo invitarvi a pensare ad un mondo in cui tutto viene spazzato via e c’è un nuovo inizio. Con una cinepresa in mano cosa fareste voi per descrivere questo nuovo inizio? È questa forse la domanda che ci pone il Festival».
A seguire, l’attore Riccardo Tordoni, accompagnato da Paolo Ceccarelli alla chitarra e da Simona Bianchi al canto, ha proposto un intervento teatrale intitolato “Francesco polvere di Dio. La rivoluzione di uno sguardo”.
Elena Di Raddo, docente di storia dell’arte, ha tenuto una breve lezione dal titolo “L’amò più forte”. V’è poi stato l’intervento del regista Stéphane Brizé, ospite di questa settima edizione. La proiezione del primo film italiano su San Francesco (1911), intitolato “Il poverello di Assisi”, ha concluso l’inaugurazione ed aperto simbolicamente il fine settimana del Lecco Film Fest.
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