Nella Napoli di inizio Novecento, Piera Ventre vince il premio Manzoni

Sabato la serata finale del riconoscimento dedicato al romanzo storico. La scrittrice, in video collegamento, ha ottenuto 92 voti con il suo “Stella randagia”

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Lecco

È Piera Ventre, con il romanzo “Stella randagia” (NN Editore), la vincitrice della ventiduesima edizione del Premio Internazionale Manzoni al romanzo storico.

La cerimonia tenutasi ieri pomeriggio in Sala don Ticozzi, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, tra cui erano presenti i 165 giudici popolari che con il loro voto hanno decretato il romanzo vincente.

Va detto che la vittoria di Piera Ventre è stata schiacciante: ha ottenuto, infatti, 94 voti contro i 42 di Eleonora Marangoni (“L’imperdibile”, Feltrinelli) ed i 28 di Giosuè Calaciura (“L’ammiraglio”, Sellerio).

Come ormai tradizione lo spoglio delle schede dei giurati popolari è avvenuta in tempo reale mentre i tre scrittori presentavano le loro opere. Va detto ancora che proprio la vincitrice non era presente e si è collegata in video da Livorno dove risiede.

Prima dell’intervento degli scrittori ci sono stati i saluti del presidente di Confcommercio Lecco Fabio Dadati, dell’assessore alla cultura Cinzia Bettega, del sottosegretario regionale Mauro Piazza, del presidente di Acinque Energia Stefano Siomonetti e di Eugenio Milani, presidente di 50&Più Lecco, organizzatrice del Premio Manzoni.

Dopo l’introduzione di Ermanno Paccagnini, presidente della Giuria tecnica, Mattia Conti, membro della giuria, ha dialogato con gli scrittori. Giosuè Calaciura ha parlato del protagonista del suo romanzo ovvero Cristoforo Colombo, il grande ammiraglio, figura storica colossale e discussa, eroe dell’esplorazione e iniziatore dell’oppressione coloniale. «Ho voluto descrivere l’epica del viaggio che è stata l’impresa di Colombo, ma anche la ferocia della colonizzazione. La conquista delle Indie è una sorta di «manuale» aggiornatissimo sulla violenza dell’oggi, sulla perdita di ogni sentimento della giustizia e della pietà».

È poi stata la volta di Eleonora Marangoni che in “L’imperdibile”, narra di Walter Hunt, un uomo geniale, creatore di oggetti che rivoluzionarono la vita quotidiana di milioni di persone, ma che non brevettò nulla, per cui ogni sua scoperta divenne un irrimediabile fallimento: «Ho incrociato la storia di Hunt scoprendo che ha inventato la spilla da balia ed anche la macchina per scrivere. Un genio che non ha saputo far riconoscere la sua originalità e bravura. Sono stata negli Stati Uniti per approfondire la sua vita ed il mio viaggio si è intrecciato con la sua storia».

Infine, Piera Ventre, in “Stella randagia”, ci ha portati nella Napoli del 1909. Qui Esterina, proveniente dal Friuli, va a lavorare dalla famiglia nobile dei Ribas. Si dovrà occupare di Malvina, una creatura fragile e deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. La bambina, invece, è vivace e intelligente, e nasce con Esterina un rapporto di grande e umana complicità. Al termine dell’incontro è stata svelata la vincitrice del premio. Piera Ventre non era presente, per cui il premio è stato ritirato dalla sua editor.

Sabato 7 novembre alle 21 all’auditorium della Camera di Commercio Como-Lecco, il celebre scrittore inglese Robert Harris riceverà il Premio Letterario Internazionale Manzoni alla carriera 2026.

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