Cultura e Spettacoli
Sabato 24 Ottobre 2026
Sondrio riscopre Luigi Bracchi, 52 opere per raccontare «L’eleganza discreta del Novecento»
Inaugurata al Museo valtellinese di storia e arte e nella sede di Confindustria Lecco e Sondrio la prima mostra interamente dedicata al pittore nato a Tirano nel 1892. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027
Lettura 2 min.Sondrio
Che fosse una mostra attesa lo dimostra l’affollamento nella sala Gianoli al Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio dove si è tenuta, nel tardo pomeriggio di venerdì, l’inaugurazione di “Luigi Bracchi. L’eleganza discreta del Novecento”, esposizione che accende i riflettori sul pittore Luigi Bracchi (1892-1978), nato a Tirano, il cui talento merita di essere ricordato e riconosciuto.
Venuta da un’idea dell’agenzia di comunicazione Welcome di Bergamo e dell’Archivio Luigi Bracchi di Milano, la mostra - la prima interamente dedicata all’artista valtellinese - è stata realizzata grazie alla collaborazione e al contributo del Comune di Sondrio e di Confindustria Lecco e Sondrio, al contributo di Regione Lombardia, Bim e sponsor e sarà ospitata fino al 31 gennaio 2027 contemporaneamente nelle sale espositive al piano terra del Mvsa e nella sede di Confindustria Lecco e Sondrio (piazza Cavour 21).
In tutto 52 opere che ripercorrono l’intera produzione artistica, offrendo così uno spaccato della sua evoluzione pittorica. Un «pittore convalligiano certo, ma non possiamo dire che fosse pittore valtellinese – ha precisato, infatti, l’assessore alla Cultura, Marcella Fratta -, visto che ha vissuto i fermenti del Novecento e ha lasciato una vasta produzione artistica fra paesaggi e ritratti molti dei quali della moglie Regina».
Parliamo di Regina Cassolo Bracchi, nota nel mondo dell’arte semplicemente come Regina, protagonista del secondo futurismo negli anni Trenta, e del Movimento arte concreta negli anni Cinquanta del Novecento. Giorgio Cortella di Welcome ha sottolineato come ogni mostra nasca «da una serie di circostanze favorevoli che si allineano come gli astri. Così è stato quando ho scoperto che Stefano e Guido Cribiori avevano uno straordinario fondo di Bracchi; da qui abbiamo fatto combaciare la collaborazione con il Comune e Confindustria Lecco Sondrio».
La stessa Confindustria, come sottolineato nel catalogo dal presidente Marco Campanari e confermato alla presentazione dal vice direttore Riccardo Confalonieri, apre la propria «casa» alla città, facendo così «incontrare mondi diversi, quello dell’impresa e quello dell’arte, insieme al pubblico dei visitatori». I fratelli Cribiori, che gestiscono la galleria Studiolo a Milano e l’Archivio Luigi Bracchi, si sono appassionati al Novecento «da acquistare follemente fondi che, spesso, le famiglie tengono in cantina e che, se non sono mostrati, vengono dimenticati –
ha svelato Guido –. L’arte è un prodotto artistico di ingegno e talento e Bracchi di talento ne aveva tanto. Era un personaggio colto, viveva anche a Parigi con la moglie Regina. La coppia resta legata da un rapporto di interscambio di progettualità e di studi, senza mai prevaricare la personalità l’uno dell’altro. Bracchi ha avuto un’ampia produzione, ma sempre supportata da eleganza, una misura che dà l’essenza del personaggio».
Ed è quasi un dovere per i valtellinesi, come ha detto la curatrice della mostra e critica d’arte Elena Pontiggia (del cui contributo daremo conto in seguito), far conoscere gli artisti del proprio territorio. Visite al Mvsa da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 e nella sede di Confindustria Lecco e Sondrio, in piazza Cavour 21, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18 con ingresso libero.
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