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Lunedì 01 Giugno 2026
Agricoltori, rinnovo del contratto nazionale: aumenti salariali, welfare e inclusione migranti
Il nuovo contratto nazionale per operai agricoli e florovivaisti prevede aumenti salariali, migliori condizioni di welfare e misure per l’integrazione dei lavoratori stranieri
Lettura 2 min.Sondrio
Aumenti salariali, nuove misure di welfare, maggiore attenzione alla stabilizzazione del lavoro e all’inclusione dei lavoratori stranieri. Sono i punti centrali dell’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre 2025 che interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori in Italia, circa tremila in provincia di Sondrio.
L’intesa definisce gli aumenti retributivi per il biennio 2026-2027 e conferma la competenza economica dei Contratti provinciali di lavoro per il successivo biennio 2028-2029. L’aumento salariale complessivo sarà pari al 5,1%, suddiviso in due tranche: il 3,4% dal primo giugno 2026 e l’1,7% dal primo gennaio 2027. Le parti firmatarie hanno inoltre concordato una verifica nel settembre 2027 per confrontare l’andamento dell’inflazione reale con le dinamiche salariali.
«Questo rinnovo tutela il potere d’acquisto delle retribuzioni e rappresenta un passaggio importante per riconoscere il valore del lavoro agricolo e florovivaistico» dichiarano i segretari provinciali Valter Rossi per Flai Cgil, Chiara Casello per Fai Cisl e Andrea Farinelli per Uila Uil.
Tra le novità di maggiore rilievo figura il riconoscimento, dal primo gennaio 2027, di un elemento aggiuntivo della retribuzione pari allo 0,4% per gli operai a tempo determinato che abbiano lavorato per almeno tre anni consecutivi nella stessa azienda con non meno di 150 giornate annue.
Particolare attenzione viene riservata alla stabilizzazione della manodopera, attraverso la promozione di contratti con garanzia di durata triennale e il rafforzamento delle convenzioni aziendali e interaziendali.
Ampio spazio al welfare. Per le lavoratrici a tempo indeterminato vittime di violenza viene prevista la conservazione del posto di lavoro per dodici mesi, mentre per le lavoratrici a tempo determinato viene introdotta in via sperimentale una specifica indennità. Previste tutele per gli operai agricoli a tempo determinato con almeno cento giornate lavorate nell’anno precedente, affetti da patologie oncologiche o sottoposti a grandi interventi chirurgici, oltre all’introduzione di borse di studio dedicate ai lavoratori agricoli. Per gli operai a tempo indeterminato arrivano anche otto ore annue retribuite per l’assistenza ai genitori anziani non autosufficienti e l’estensione dei permessi in caso di lutto familiare.
Il contratto rafforza inoltre il ruolo della bilateralità e degli Enti bilaterali agricoli territoriali. Particolare rilievo assume il capitolo dedicato ai lavoratori migranti. L’intesa prevede quattro ore annue di permesso retribuito per le pratiche relative al permesso di soggiorno, la possibilità di cumulare ferie e permessi per agevolare i rientri nei Paesi d’origine e la traduzione del contratto e dei contratti provinciali nelle principali lingue straniere.Un tema che assume un peso crescente anche in provincia di Sondrio, dove il comparto agricolo continua a rappresentare una componente significativa dell’economia locale.
Sul fronte occupazionale operano circa 600 lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato e oltre 2.400 a tempo determinato. In costante aumento la presenza della manodopera straniera: oggi interessa quasi il 50% degli addetti stagionali e in alcuni comparti raggiunge il 70%, contro il 35% registrato nel 2022.
«Una parte significativa dell’agricoltura provinciale si regge oggi sul contributo delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri. Inclusione, accoglienza e qualità del lavoro non sono soltanto temi sociali, ma condizioni strategiche per garantire il futuro delle imprese agricole e delle produzioni di montagna» sottolineano Rossi, Casello e Farinelli. Da qui la proposta delle organizzazioni sindacali di un Patto territoriale per l’agricoltura di montagna, capace di coinvolgere istituzioni, imprese, enti bilaterali e sistema della formazione per affrontare in modo strutturale occupazione, disponibilità di alloggi, mobilità e ricambio generazionale.
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