Arte e valore d’impresa, i linguaggi di Easynet

Protagonisti del live art show Afran e Alessandro Zannier. Il ceo Vassena: «Così spieghiamo chi siamo e quali sono i nostri valori»

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Lecco

I linguaggi dell’arte e dell’impresa si sono incontrati giovedì pomeriggio, negli spazi di Easynet Group, al Centro La Meridiana di Lecco, in occasione del vernissage promosso negli uffici della società. L’appuntamento ha portato in azienda opere, due artisti e riflessioni attorno a un tema sempre più centrale: il rapporto tra creatività, cultura d’impresa e capacità di generare valore anche attraverso lo sguardo artistico.

Protagonisti dell’evento sono stati Francis Nathan Abiamba Afran e Alessandro Zannier, coinvolti in un live art show pensato non solo come momento espositivo, ma come occasione di dialogo tra mondi apparentemente distanti. L’iniziativa, realizzata con EBLand, ha infatti proposto l’arte come strumento capace di abitare gli spazi del lavoro, modificandone la percezione e aprendo nuove prospettive sul fare impresa.

Ad aprire l’incontro è stato Alberto Vassena, ceo di Easynet Group, che ha spiegato come l’idea dell’evento sia nata dalla volontà di raccontare non solo i servizi offerti dall’azienda, ma soprattutto i valori che ne guidano il lavoro quotidiano. «Spesso nel nostro lavoro non è semplice spiegare non solo cosa facciamo, ma i valori che sottendono quello che facciamo - ha osservato - Abbiamo provato a raccontarli in vari modi, anche attraverso il concetto di bellezza, che abbiamo cercato di replicare nei luoghi di lavoro».

Vassena ha sottolineato come il rapporto con l’arte sia strettamente legato alla visione aziendale e alla cultura costruita all’interno del gruppo: «Vogliamo spiegare ai clienti, ai fornitori e a tutte le persone che ruotano intorno al nostro mondo perché il concetto di bellezza, in questo caso relativo all’arte, abbia assolutamente a che fare con la nostra visione, con i nostri valori e con il lavoro che tutti i collaboratori svolgono ogni giorno».

Nel corso della serata è intervenuto anche Paolo Mozzo, ceo di Ebland, che ha ripercorso il proprio cammino personale e professionale, nato da una formazione tecnica e approdato nel mondo dell’arte contemporanea.

«Sono un ingegnere elettronico e per dieci anni ho fatto il progettista - ha raccontato – Poi, 26 anni fa, ho deciso di aprire una galleria d’arte». Da quell’esperienza, ha spiegato, è nato un lavoro costruito proprio sul dialogo tra cultura artistica e impresa. Mozzo ha illustrato il progetto “Arte-Impresa 1.0”, sviluppato anche insieme all’Università di Pavia, Deloitte e Arte Generali, dedicato alle aziende che possiedono collezioni d’arte spesso nate senza un preciso intento strategico.

L’obiettivo, ha spiegato, è trasformare le opere in strumenti capaci di dialogare con identità e valori aziendali: «Cerchiamo una connessione fra le opere d’arte, l’intento del lavoro dell’artista e i valori, la mission e la visione aziendale».

Il vernissage ha così trasformato gli spazi aziendali in un luogo di confronto culturale, confermando come anche nel tessuto economico lecchese stia crescendo l’attenzione verso esperienze capaci di unire produzione, creatività e responsabilità culturale.

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