Economia / Lecco città
Venerdì 27 Marzo 2026
Auto e tecnologia: le famiglie lecchesi spendono meno
I dati L’osservatorio Findomestic segnala una flessione dell’1,9% sulla spesa per i beni durevoli in provincia. Peggiore calo tra le aree lombarde per la telefonia
Lecco
Nel 2025, i consumi di beni durevoli nel Lecchese si mantengono su livelli relativamente solidi, pur in un contesto regionale in rallentamento. Secondo l’Osservatorio annuale consumi di Findomestic, la spesa complessiva in provincia di Lecco si attesta a 493,1 milioni di euro, con una flessione dell’1,9% rispetto al 2024, inferiore alla media lombarda.
A trainare il sistema resta la componente auto, anche se in contrazione. Gli acquisti di vetture nuove da parte delle famiglie lecchesi raggiungono i 127 milioni di euro e segnano un calo del 5%, tra i più contenuti in Lombardia. Il mercato dell’usato, pari a 154,5 milioni di euro, resta invece sostanzialmente stabile, confermando uno spostamento strutturale della domanda verso soluzioni più accessibili; più contenuta rispetto al dato regionale anche la flessione dei motoveicoli, che si fermano a 16,1 milioni di euro con un -6,7%.
Nel comparto casa l’andamento è debole ma senza scossoni. Gli elettrodomestici si attestano a 37,3 milioni di euro e risultano quasi invariati (-0,1%), mentre i mobili scendono a 103,8 milioni con una contrazione dello 0,7%, segnale di un mercato che fatica a ritrovare lo slancio del periodo post-pandemico. In calo anche l’elettronica di consumo, che si ferma a 9,2 milioni di euro (-4%), in linea con la tendenza regionale.
Sul fronte tecnologico si registra una lieve inversione positiva per l’information technology, che cresce dello 0,3% raggiungendo gli 11,2 milioni di euro, mentre la telefonia evidenzia la criticità più marcata: 33,9 milioni di euro e una flessione del 2,6%, la peggiore tra le province lombarde. La spesa media per famiglia si attesta a 3.299 euro, in calo del 2,6%, ma ancora su livelli medio-alti nel confronto regionale: il dato conferma una buona capacità di spesa del territorio, pur in un quadro di maggiore cautela da parte delle famiglie.
Il confronto con il contesto lombardo evidenzia un quadro simile ma con dinamiche più accentuate. Nel 2025 la spesa regionale per beni durevoli si ferma a 15,4 miliardi di euro, in calo del 2,4%. A pesare è soprattutto la frenata del comparto mobilità: le auto nuove scendono del 7,3%, mentre l’usato tiene (-0,1%). I motoveicoli registrano una contrazione più netta (-12,7%), dopo anni di crescita.
Più stabile il segmento casa, dove gli elettrodomestici crescono dello 0,7% e i mobili segnano un marginale +0,3%, sostenuti dagli incentivi ma senza recuperare i livelli straordinari del passato recente. Anche la tecnologia mostra segnali misti: l’information technology torna a crescere (+1%), mentre la telefonia cala dell’1,1%, pur contenendo le perdite grazie alla domanda orientata verso prodotti di fascia più alta.
«Nel 2025 la flessione della spesa è determinata soprattutto dalle difficoltà del comparto mobilità - osserva Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic - mentre i mercati legati alla casa e alla tecnologia mostrano una sostanziale tenuta. Il rallentamento della domanda di auto nuove riflette un potere d’acquisto ridotto e un contesto di incertezza che continua a condizionare le scelte delle famiglie». Nonostante il calo, la Lombardia si conferma il primo mercato nazionale per consumi di beni durevoli e mantiene una quota pari al 20% del totale italiano. Un primato che si riflette anche nei principali poli provinciali, a partire da Milano, che da sola supera i 5,3 miliardi di euro, fino ai territori manifatturieri dove la spesa resta sostenuta, pur con segnali diffusi di rallentamento.
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