Concessioni idroelettriche, la Regione rompe gli indugi: pronti i bandi se salta la riforma

La Lombardia accelera sul futuro delle concessioni idroelettriche. L’assessore Massimo Sertori avverte: se non arriverà una soluzione normativa condivisa, la Regione procederà con i bandi. Una decisione che riguarda da vicino la Valtellina, dove si concentra metà della produzione idroelettrica lombarda

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Sondrio

Se la quarta via non arriverà, la Regione farà partire le gare. È chiaro il messaggio emerso dal confronto straordinario del Consiglio Regionale Lombardo dedicato alla Strategia Energetica Regionale e al futuro Programma Regionale per l’Energia, l’Ambiente e il Clima. Un messaggio che riguarda da vicino la Valtellina, dove l’idroelettrico rappresenta uno dei principali asset economici del territorio, una filiera che produce energia, occupazione, investimenti e risorse per le comunità locali.

Sul nodo delle concessioni idroelettriche, fermo da anni tra incertezze normative e attese di riforma, è stato l’assessore regionale agli Enti Locali, Montagna, Risorse Energetiche e Utilizzo della Risorsa Idrica, Massimo Sertori ad indicare una direzione precisa: in assenza di un via libera legislativo alla cosiddetta “quarta via”, la Regione Lombardia procederà con l’indizione delle gare.

Una presa di posizione che punta a sbloccare una situazione considerata ormai insostenibile dagli operatori del settore. La partita delle grandi derivazioni idroelettriche, infatti, non riguarda soltanto la gestione degli impianti, ma soprattutto la possibilità di programmare nuovi investimenti, ammodernare infrastrutture strategiche e garantire ricadute economiche ai territori montani che ospitano le centrali.

La “quarta via” è la soluzione normativa sostenuta dalle Regioni Alpine per superare il sistema delle gare tradizionali previsto dalla legislazione nazionale e costruire un modello capace di assicurare continuità gestionale e nuovi investimenti. Un percorso che finora non ha trovato una definitiva approvazione e che continua a lasciare in sospeso il futuro di numerose concessioni scadute.

Proprio per questo le parole di Sertori assumono un significato particolare. Da un lato la Regione conferma il proprio sostegno alla riforma; dall’altro mette sul tavolo un’alternativa per evitare ulteriori rinvii. L’obiettivo dichiarato è non frenare gli investimenti in un comparto ritenuto essenziale per la competitività del sistema produttivo lombardo e per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

Nel corso del dibattito l’assessore ha inoltre ribadito il ruolo centrale dell’idroelettrico nel mix energetico regionale, sottolineando però anche la necessità di affiancare alle fonti rinnovabili il nucleare di nuova generazione per rafforzare l’autonomia energetica e accelerare il percorso di decarbonizzazione. Una posizione condivisa dalla maggioranza.

Dall’opposizione è arrivata la richiesta di un maggiore protagonismo della Regione sul tema delle concessioni, con l’invito alla giunta ad assumersi le proprie responsabilità nelle materie di competenza. Le minoranze hanno inoltre richiamato l’importanza di sostenere le Comunità Energetiche Rinnovabili, considerate uno strumento capace di coniugare produzione locale di energia, partecipazione dei cittadini e benefici per i territori.

Per la provincia di Sondrio il tema è particolarmente rilevante. Qui si concentra la metà della produzione idroelettrica lombarda e dalla definizione delle nuove regole dipendono non soltanto gli equilibri energetici regionali, ma anche le prospettive di sviluppo del territorio. Il segnale arrivato da Palazzo Lombardia è chiaro: l’attesa non potrà protrarsi all’infinito.

Sertori ha infine ricordato che è in corso il lavoro di aggiornamento del Piano Energetico Regionale, sviluppato con il supporto del Politecnico, rivendicando l’efficacia delle politiche messe in campo dalla Lombardia negli ultimi anni in materia energetica e di sviluppo delle infrastrutture strategiche.

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