Confartigianato: a Roma chiesti credito e meno tasse

Meloni promette aggiornamento normativo e tutela qualifica. Riva: serve parità di condizioni per crescere.

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Riforma della legge sull’artigianato, riduzione dei costi energetici e della pressione fiscale, maggiore accesso al credito. Sono le priorità indicate da Confartigianato al Governo durante l’Assemblea nazionale svoltasi mercoledì 28 ottobre all’Auditorium Conciliazione di Roma, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della confederazione. Un traguardo che non coincide con quello della territoriale lecchese, il cui nucleo originario, l’Unione artigiani, risale al 1945. Al centro dei lavori la relazione del presidente nazionale Marco Granelli e l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Granelli ha richiamato le difficoltà delle imprese in uno scenario segnato da incertezza e tensioni internazionali. Secondo le elaborazioni di Confartigianato, gli shock che hanno colpito l’economia italiana nel quinquennio 2022-2026 hanno comportato un costo cumulato stimato in 296,3 miliardi di euro, sottratti a investimenti, innovazione, assunzioni e crescita. Tra le priorità, interventi strutturali sul costo dell’energia per colmare il divario con i principali partner europei e il rilancio dell’accesso al credito, in forte contrazione dal 2019. Granelli ha sollecitato la revisione della legge sull’artigianato del 1985, per consentire alle imprese di crescere, innovare e creare occupazione senza perdere la propria qualifica.

Sul tema è intervenuta Meloni, annunciando che il Governo avrebbe portato in Consiglio dei ministri, nella giornata di mercoledì, il decreto di aggiornamento della legge quadro sull’artigianato. La presidente del Consiglio ha inoltre anticipato una misura della legge di Bilancio che consentirebbe alle aziende con almeno sette anni di qualifica artigiana di mantenerla anche aumentando il numero dei collaboratori, con particolare attenzione a maestranze e apprendisti. Infine, ha richiamato le disposizioni della prima legge annuale sulle Pmi a tutela delle denominazioni “artigiano” e “artigianale”, riservate alle imprese in possesso dei requisiti previsti.

«L’Assemblea nazionale ha riportato al centro del confronto politico ed economico questioni che incidono quotidianamente sulla vita delle nostre imprese – commenta Davide Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco – Il nostro territorio esprime un tessuto artigiano dinamico, con imprese che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e che oggi chiedono soprattutto di poter competere ad armi pari, a partire dai costi dell’energia e dall’accesso alle risorse necessarie per crescere. In questo quadro, l’annuncio della riforma della legge quadro rappresenta un segnale importante: le regole devono accompagnare l’evoluzione delle imprese, non limitarne le potenzialità».

Un riconoscimento al ruolo dell’artigianato è arrivato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato all’Assemblea ha ricordato il contributo delle imprese artigiane alla ricostruzione economica e sociale dell’Italia.

«I temi affrontati durante l’Assemblea confermano quanto sia importante affiancare alla rappresentanza delle imprese un sistema di strumenti e servizi capace di sostenerne lo sviluppo – sottolinea Matilde Petracca, segretario generale di Confartigianato Imprese Lecco, che ha partecipato all’Assemblea nazionale accanto al presidente Riva e con una nutrita delegazione di dirigenti dell’associazione lecchese – Le nostre imprese hanno bisogno di certezze per programmare gli investimenti, ma anche di accompagnamento per affrontare cambiamenti sempre più rapidi, dalla digitalizzazione all’evoluzione delle competenze. Come Confartigianato Lecco siamo impegnati in questa direzione, attraverso l’attività di rappresentanza, la consulenza e i progetti che sviluppiamo insieme ai partner del territorio. L’auspicio è che le istanze portate da Confartigianato all’attenzione del Governo trovino risposte capaci di rafforzare concretamente il sistema delle micro e piccole imprese».

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