Consumi giù ma non a Sondrio

Mentre in Italia e Lombardia frenano le spese, nei primi 8 mesi del 2026 Confimprese a livello territoriale rileva una crescita del 1,8%

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Lecco

Sondrio tiene e cresce, mentre il commercio lombardo e nazionale attraversa una fase di rallentamento. Arrivano buone notizie dai primi otto mesi del 2026 per la provincia di Sondrio: i consumi rilevati segnano un aumento dell’1,8%, il risultato migliore tra i territori lombardi riportati nell’analisi di Confimprese. Un andamento che si distingue dal calo dell’1% registrato in Lombardia e dalla flessione dello 0,6% a livello italiano, entrambi rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal quadro territoriale del Retail Barometer Confimprese-Jakala. La rilevazione nazionale riguarda la base associativa di Confimprese, che rappresenta 500 marchi, oltre 100mila punti vendita e 1,2 milioni di addetti. Per Sondrio il vantaggio è di 2,8 punti percentuali rispetto al risultato regionale e di 2,4 punti sulla media italiana: un segnale di tenuta della domanda nel commercio monitorato dall’indagine, in una fase di crescente prudenza negli acquisti da parte delle famiglie. La Lombardia presenta andamenti differenti.

Alle spalle di Sondrio si collocano Monza e Brianza, con un incremento dell’1,2%, e Como, in crescita dello 0,9%. Tra i territori in flessione, Bergamo registra un calo dello 0,7%, Varese dell’1% e Brescia dell’1,2%. Più pesante il risultato di Milano, a meno 2,1%, mentre Mantova segna la contrazione maggiore tra le province citate, con un meno 3,7%. Il mercato milanese, per il suo peso, incide in modo determinante sull’andamento regionale. Il rallentamento lombardo si inserisce in un’Italia a più velocità. La Puglia cresce del 3,1%, la Valle d’Aosta dell’1,8% e la Campania dell’1,5%. Lombardia ed Emilia-Romagna arretrano entrambe dell’1%, la Toscana dell’1,1% e il Lazio dello 0,9%. Le flessioni più accentuate si registrano in Molise, a meno 4%, e in Trentino-Alto Adige, a meno 3,5%. A livello nazionale, agosto accentua la debolezza: il mese chiude con una diminuzione dei consumi del 2,3% a valore rispetto ad agosto 2025.

Pesa anche la riduzione dello scontrino medio, pari allo 0,4%. Nell’abbigliamento e negli accessori, in particolare, l’aumento del numero di transazioni non ha compensato la diminuzione della spesa per singolo acquisto. «I numeri ci dicono che il problema oggi non è il retail, ma il clima di fiducia del Paese - commenta Mario Resca, presidente di Confimprese -. Le imprese hanno investito, innovato e aperto nuovi punti vendita. Ciò che manca è la serenità necessaria perché le famiglie tornino a consumare con prospettive di medio periodo». La Lombardia rende evidente la distanza tra attrattività e acquisti. Quattro suoi centri commerciali figurano tra i dieci più visitati d’Italia: Il Centro di Arese è primo, Orio Center secondo, Fiordaliso sesto ed Elnòs Shopping Center nono. Anche quattro indirizzi milanesi entrano nella graduatoria nazionale delle vie dello shopping più frequentate: corso Vittorio Emanuele, piazza del Duomo, via Montenapoleone e via Dante. «I visitatori ci sono, ma trasformare la visita in acquisto richiede sempre più valore, esperienza e qualità dell’offerta» sottolinea Resca nell’analisi dedicata alla Lombardia. La frequentazione resta elevata, ma i consumatori selezionano con maggiore attenzione le occasioni di spesa. Le stime per la chiusura del 2026 indicano una crescita nazionale dello 0,7% a valore, rispetto al più 0,4% previsto inizialmente. Le attese settoriali restano differenziate: ristorazione in calo dell’1,4%, abbigliamento e accessori in aumento dell’1,5%, altro retail del 2,5%. Le imprese, intanto, continuano a investire. «L’86% delle aziende conferma le aperture stimate a inizio anno, solo il 14% le ridurrà» aggiunge Resca. Non resta che verificare la tenuta degli acquisti nella parte finale dell’anno, anche a Sondrio. Monica Bortolotti

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