Corso tecnico per migranti pronti per una occupazione

Un’iniziativa per stranieri promossa da Confindustria Como nell’ambito del progetto “Un lavoro per tutti”. Esempio di welfare territoriale e collaborazione tra imprese, terzo settore, istituzioni e sistema bancario

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Patrice ha 23 anni viene dal Camerun. Si esprime poco in italiano, preferisce il francese. Nel Paese dei “leoni indomabili” ha già avuto a che fare con il tornio, la fresatrice e il trapano a colonna, ma è convinto che il suo futuro potrà cambiare grazie al corso tecnico meccanico per migranti promosso da Confindustria Como nell’ambito del progetto “Un lavoro per tutti”, in collaborazione con Enfapi Como, CSV Como, Fondazione Somaschi, BCC CRA di Cantù e BCC Brianza e Laghi.

Anche Renée preferisce il francese che è la lingua ufficiale del suo Burkina Faso. E’ da un anno in Italia, ha già lavorato un po’ come saldatore e confida di ottenere un contratto di apprendistato, visto che è ancora under 30 e poi un rapporto di lavoro stabile dopo le sessanta ore di corso.

Altri dodici Patrice e Renée hanno già completato il loro percorso lo scorso anno. “Basi di meccanica e saldatura” comprende anche un modulo dedicato alla sicurezza in ambito lavorativo e ha preso avvio il 16 giugno 2026. Sono nove i giovani migranti iscritti, tutti ospiti di strutture del territorio comasco. Tre partecipanti risiedono nella zona di Bizzarone, due nella città di Como e gli altri quattro sono suddivisi tra Albiolo, Binago, Orsenigo e Villa Guardia. Il gruppo presenta fasce d’età differenti, non si tratta di giovanissimi. Quattro partecipanti hanno tra i 20 e i 29 anni, tre tra i 30 e i 39 anni e i restanti due hanno un’età compresa tra i 40 e i 45 anni. I ragazzi provengono da diversi Paesi, tra cui Pakistan, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto e Somalia.

Giunto ormai a metà del proprio svolgimento, il corso ha già completato la parte dedicata alle basi della meccanica, con un’introduzione alla tecnologia meccanica e al lavoro in officina. Prende ora avvio il modulo dedicato alla saldatura, articolato in due distinti moduli.

Al termine dell’attività formativa seguirà un’azione finalizzata all’inserimento lavorativo dei partecipanti. Il progetto di formazione e inserimento lavorativo promosso da Enfapi Como, viene definito dagli attori coinvolti un esempio concreto di welfare territoriale e di collaborazione tra imprese, terzo settore, istituzioni e sistema bancario.

«Si tratta di un’iniziativa importante sia per le aziende che rappresento sia per gli enti del terzo settore, perché ha costituito un esempio concreto di collaborazione non scontata. – ha dichiarato Gianluca Brenna, presidente di Confindustria Como – Il mondo delle imprese è coinvolto perché crediamo in un progetto di coesione sociale fattore fondamentale per la prosperità delle imprese. Inoltre, questa seconda edizione vede la partecipazione di Bcc Brianza e Laghi e Bcc Cra di Cantù, due istituti vicini e sensibili alle esigenze della comunità, che ringrazio per il contributo. Il progetto rappresenta quindi un buon esempio di cooperazione ed è una delle declinazioni concrete dell’accordo “Un lavoro per tutti”, inserendosi pienamente in una visione di welfare territoriale, che nasce dalla collaborazione tra imprese, banche, enti formativi e terzo settore».

Per il direttore di Enfapi Como Stefano Mariani, il valore principale sta nella continuità e nel lavoro di rete: «Piccole azioni come questa, se portate avanti nel tempo e da soggetti diversi, possono generare cambiamenti significativi».

Sul versante del terzo settore, Carlo Alberto Caiani, direttore generale di Fondazione Somaschi, evidenzia un approccio centrato sulla persona: «Non si tratta solo di manodopera, ma di “opera di mani”», richiamando l’importanza dell’integrazione tra accoglienza e lavoro. Ancora il presidente del Csv di Como, Luigi Colzani, ha rimarcato la funzione sociale del progetto, che mette in relazione bisogni diversi: l’inserimento dei minori stranieri non accompagnati e la domanda di lavoro delle imprese.

Anche il mondo delle cooperative e delle banche locali conferma il sostegno all’iniziativa. Per Alessandro Mele, presidente di Cometa, il progetto è «uno dei tasselli di un mosaico più ampio» di welfare territoriale.

«Esistono le banche e poi esistono le banche cooperative, oggi sempre più banche di comunità – ha dichiarato Angelo Porro, presidente Bcc Cra di Cantù –. Ogni tanto è utile ricordare ciò che è scritto nel nostro statuto, dove si parla di promuovere la collaborazione nonché la crescita sociale ed è questo il principio che guida anche la nostra partecipazione a iniziative come questa. Dopo averne compreso il significato e la continuità rispetto a un percorso già avviato, non abbiamo avuto difficoltà a dare il nostro contributo. Crediamo sia giusto sostenere chi opera in questo ambito con impegno e continuità e per questo vi ringrazio per averci coinvolto».

«Due banche del territorio che fanno rete con le associazioni locali per dare risposte educative e formative finalizzate all’occupazione. Lo facciamo perché è scritto nel nostro statuto, ma soprattutto perché è il nostro modo di essere – ha aggiunto Giovanni Pontiggia, presidente Bcc Brianza e Laghi –. Faccio due considerazioni semplici: questo approccio rappresenta un modo concreto per costruire speranza, in particolare verso quei giovani che arrivano nel nostro territorio. Per costruire questa speranza è fondamentale il binomio che ci caratterizza: essere una banca di servizio, al servizio del territorio e delle persone che lo abitano. Sono convinto che le banche di credito cooperativo del territorio continueranno a essere parte attiva di questa iniziativa».

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