Crisi Melavì, sindacati in pressing: «Sbloccare i pagamenti per i lavoratori»

Le organizzazioni sindacali chiedono che siano trasmessi i flussi dati mancanti all’Inps per sbloccare la cassa integrazione di dicembre e fornito un cronoprogramma certo per le spettanze arretrate e l’indennità di preavviso

Ponte in Valtellina

«L’indignazione per l’epilogo di un marchio storico come Melavì non può ridursi a rimarcare le difficoltà di vendita di immobili e terreni. Chi ha lavorato negli anni per l’azienda merita chiarezza e una assunzione di responsabilità».

A rimarcarlo in una nota stampa sono Valter Rossi, Chiara Casello e Andrea Farinelli, rappresentanti sindacali di categoria dei lavoratori agro-industriali di Cgil, Cisl e Uil, che dal marzo dello scorso anno sono sul pezzo rispetto al riverbero sui lavoratori della crisi di Melavì e della cessazione della sua attività.

Al riguardo, dopo la lotta inizialmente condotta per vedere riconosciute tutte le spettanze, la situazione, al netto di tutte le difficoltà correlate alla situazione in sé drammatica, appariva ben incanalata e ben gestita dalle parti sindacali, tant’è che il dibattito si era ultimamente spostato più sulle vicissitudini societarie e giudiziarie in sé.

«Ma oggi le organizzazioni sindacali vogliono riportare l’attenzione sui lavoratori, unica componente che, in decenni di attività, ha garantito il valore del marchio Melavì e che si trova in una condizione di grande incertezza, perché a seguito del licenziamento collettivo avvenuto per cessazione dell’attività il 31 dicembre scorso, non hanno ancora ottenuto le spettanze arretrate e l’indennità di preavviso. Si tratta di 13 dipendenti che al 31 dicembre, al momento del licenziamento, erano in cassa integrazione straordinaria».

E che ora, denunciano i sindacati, «vivono una situazione drammatica e paradossale – dicono – perché il pagamento del preavviso da parte dell’azienda, ribadito anche nella lettera di licenziamento consegnata individualmente ai lavoratori, congela di fatto l’erogazione della Naspi per un periodo corrispondente ai mesi del preavviso stesso, posticipando i tempi in cui i lavoratori potranno accedere alla disoccupazione e, ancora, a causa della mancata trasmissione all’Inps dei dati relativi al mese di dicembre da parte della cooperativa, i lavoratori non hanno ancora percepito l’ultimo periodo di cassa integrazione straordinaria».

Mancanze che le parti sindacali rimarcano fortemente perché «è inaccettabile – dicono – che chi ha contribuito per anni alla risonanza del marchio Melavì in tutta la provincia e oltre, oggi si trovi in questo limbo, scoperti nei pagamenti e senza risposte sulle tempistiche».

Per questo le parti sindacali tornano alla carica anche pubblicamente, «perché Melavì, insieme ai professionisti incaricati della gestione del concordato, provvedano immediatamente a trasmettere i flussi dati mancanti all’Inps per lo sblocco della cassa integrazione di dicembre – dicono – e a fornire un cronoprogramma certo per il pagamento del preavviso e delle spettanze residue. Diversamente, quanto non corrisposto finirebbe all’interno della procedura di liquidazione legata al concordato semplificato, dilatando ulteriormente le tempistiche per la ricezione delle spettanze e screditando le rassicurazioni fino ad ora fatte ai lavoratori circa le possibilità di ricevere il dovuto con il licenziamento».

Difficile, tra l’altro, anche per le parti sindacali, in questi ultimi mesi, il contatto con l’azienda dal momento che le relazioni industriali, dicono, «sono state di fatto delegate a consulenti esterni».

Una fase difficile, quindi, complicata da ogni punto di vista, quella seguita alla deflagrazione del sistema cooperativistico in essere da anni nella melicoltura valtellinese che avrà nell’udienza in tribunale a Sondrio del 19 febbraio prossimo un altro passaggio emblematico. Si entrerà nel merito dell’omologa del piano di concordato preventivo semplice, cioè la possibilità che il Tribunale dica sì alla cessazione non giudiziale della società, ciò che i vertici societari auspicano nel tentativo di salvare il salvabile, anche se le variabili sul tavolo sono davvero parecchie.

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