«Dalle Olimpiadi una grande opportunità di crescita per il territorio»

A Bormio, al Forum Food & Beverage di Ambrosetti, confronto tra istituzioni e protagonisti dello sport sulle prospettive per la Valtellina dopo i Giochi olimpici. Ospiti Massimo Sertori, Arianna Fontana e Alessandro Negrini.

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Bormio

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non hanno rappresentato soltanto una grande sfida organizzativa, ma soprattutto un’opportunità di crescita destinata a lasciare un’eredità duratura negli anni ai territori coinvolti. È questo il messaggio emerso dal Forum Food & Beverage organizzato da The European House – Ambrosetti, che ha celebrato a Bormio la sua decima edizione riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e dello sport. Tra i protagonisti dell’incontro anche Arianna Fontana, la campionessa olimpica di short track più medagliata della storia italiana, tornata nella località che considera una seconda casa sportiva e dove ha costruito gran parte della propria carriera. Con lei, al tavolo dedicato alle opportunità lasciate in eredità dai Giochi olimpici del 2026, l’assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni Massimo Sertori e lo chef stellato Alessandro Negrini. In collegamento video è intervenuta anche la vicepresidente vicaria del Coni, Diana Bianchedi. Nel suo intervento, Sertori ha sottolineato come la Lombardia e la Valtellina abbiano scelto di sfruttare la ribalta internazionale garantita dalle Olimpiadi per promuovere non solo gli eventi sportivi, ma anche le eccellenze del territorio. «I Giochi sono stati e sono un evento assolutamente straordinario – ha spiegato –. Abbiamo cercato di utilizzare questa occasione per valorizzare il movimento sportivo, ma anche i prodotti e le peculiarità della nostra terra». L’assessore regionale ha richiamato il valore strategico delle produzioni agroalimentari locali, citando l’esempio dei pizzoccheri e delle altre eccellenze valtellinesi che, grazie alla visibilità internazionale garantita dalle Olimpiadi, possono raggiungere nuovi mercati e consolidare la propria reputazione. Una promozione che, secondo Sertori, deve tradursi in benefici concreti per l’intera filiera, dagli agricoltori alle imprese di trasformazione fino alla distribuzione. «Più un prodotto viene riconosciuto per la sua qualità, maggiore è il valore che riesce a generare lungo tutta la filiera», ha osservato, evidenziando come la crescita economica del comparto rappresenti una leva fondamentale per garantire continuità alle attività agricole e contrastare l’abbandono del territorio montano. Il tema dell’eredità olimpica, del resto, è stato al centro dell’intero confronto. Non soltanto infrastrutture e impianti, ma anche visibilità, attrattività turistica e capacità di raccontare il territorio a una platea globale. Un concetto condiviso anche da Alessandro Negrini, chef valtellinese tra i più apprezzati della cucina italiana contemporanea, che ha indicato nella capacità di fare squadra uno dei principali punti di forza dimostrati dal territorio in vista dell’appuntamento olimpico. «La Valtellina ha dimostrato che quando tutti gli attori del territorio lavorano insieme i risultati arrivano», ha evidenziato Secondo Negrini, il successo passa dalla sinergia tra produttori, operatori turistici, consorzi, associazioni e istituzioni, un modello che negli ultimi anni ha consentito di valorizzare in maniera efficace le eccellenze locali. Per lo chef, proprio i prodotti del territorio sono diventati un autentico biglietto da visita della destinazione olimpica. «Il lavoro fatto sui prodotti locali è stato straordinario. Sono diventati ambasciatori del territorio e hanno contribuito a raccontare la Valtellina ben oltre i confini provinciali». Guardando al futuro, Negrini ha evidenziato come la sfida non riguardi soltanto infrastrutture e investimenti, ma soprattutto la qualità dell’accoglienza. «Fare turismo significa avere competenze, ma soprattutto saper unire i territori. Non esiste una ricetta unica per tutta l’Italia: ogni area ha caratteristiche e necessità diverse. Le montagne hanno esigenze specifiche e devono essere raccontate per quello che sono». Lo chef ha poi indicato alcuni dei punti di forza su cui costruire il futuro della destinazione: autenticità, genuinità, qualità della vita e un rapporto equilibrato con i flussi turistici.

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