Dietro il banco a 23 anni
«Passione e sacrificio»

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C’è chi a ventitré anni è ancora a chiedersi cosa fare da grande. Mattia Piscitelli, invece, a soli 23 anni ha già risposto a quella domanda con i fatti: ha rilevato Crème, rinomato locale di Montorfano, e lo sta portando avanti con determinazione, creatività e qualche sacrificio. Al suo fianco, sua madre Samantha, socia e complice in un progetto che è insieme impresa familiare e scommessa imprenditoriale.

«Innanzitutto bisogna capire se si ha davvero la passione per quello che si fa», racconta Mattia, con la sicurezza di chi ha già lottato per realizzare le proprie idee. «Bisogna essere pronti a sacrificare un po’ del proprio tempo. Ma questo percorso è sostenibile - e lo dico per esperienza diretta». Per avviare l’attività, madre e figlio hanno fatto ricorso a strumenti come il bando microcredito e il bando nuove imprese di Regione Lombardia. «Queste opportunità ci hanno aiutato concretamente a realizzare il progetto».

Il locale era già conosciuto in zona, e non solo, soprattutto per le colazioni. Ma i due nuovi gestori non si sono limitati a raccogliere l’eredità: hanno rimesso mano a tutto. Nuovo arredamento, nuovo bancone dedicato ai drink e ai cocktail, salette separate per il tè e per l’aperitivo, impianto elettrico rifatto, bagni adeguati alla normativa per i disabili, aria condizionata. «A livello logistico è diventato molto più funzionale», spiega Samantha, «e non lo diciamo noi, lo dicono i clienti, compresi tanti nuovi volti che prima non frequentavano il locale».

La mattina rimane il cuore dell’attività: prodotti freschi ogni giorno, un’ampia caffetteria, e una selezione di tè importati dalla Francia, «una proposta di nicchia», la definisce Samantha, che si affianca alle classiche cioccolate e cappuccini. Nel mezzo della giornata si può fare una sosta leggera - una caprese, un toast, una piadina - mentre dal pomeriggio fino alle 20 è tempo di aperitivo. Il venerdì e il sabato, da questa primavera, il locale resta aperto fino alle 23 e 30.

«L’aperitivo è un mondo che stiamo ancora esplorando», ammette Mattia. «Non puntiamo sulla quantità, ma sul dialogo con il cliente. Spesso la gente non guarda nemmeno il menù: mi chiede direttamente cosa potrebbe piacerle, e troviamo insieme la soluzione giusta». L’obiettivo è portare questa parte dell’offerta allo stesso livello di quella che già funziona bene. Un lavoro quotidiano, fatto di tentativi e ascolto.

Ma Crème non è solo bar. Samantha, da sempre impegnata nel mondo del volontariato, ha voluto che il locale rispecchiasse anche quei valori. Tra gli scaffali si trovano biscotti prodotti da un’associazione di Erba che al suo interno ospita una pasticceria, e marmellate artigianali di un piccolo produttore di Chiavenna. «Piuttosto che rifornirmi da aziende anonime, ho preferito portare qui queste realtà», spiega. «Chilometri zero, filiera corta, e qualcosa di significativo dietro ogni prodotto».

Come si vede tra qualche anno, Mattia? La risposta è lucida e senza voli pindarici: «Non so esattamente dove sarò, ma so che sarò in crescita. Questo posto per me è una scuola. Gli obiettivi nel breve e medio periodo ce li abbiamo, e su quelli ci concentriamo. L’idea di un secondo locale, di differenziare l’offerta, di crescere come imprenditore - sì, ci penso. Ma prima vengono le basi».

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