Economia / Merate e Casatese
Venerdì 17 Luglio 2026
Electro Adda: spunta un orto sociale per dare lavoro e speranza
L’azienda di Brivio insieme alla cooperativa Paso ha lanciato un progetto che occupa due persone svantaggiate. I prodotti possono essere acquistati dai dipendenti
Lettura 1 min.Brivio
Ritorno alle origini. Nel giorno dell’inaugurazione del secondo orto sociale in azienda, il presidente di Electro Adda Spa., Lorenzo Riva, ha richiamato un’antica tradizione familiare, nata dopo il trasloco degli stabilimenti da Lecco a Brivio, quando il padre e lo zio avevano allestito, accanto alla fabbrica, spazi con orti e animali a favore dei dipendenti. La burocrazia interruppe quell’intuizione virtuosa, che oggi potremmo chiamare “welfare aziendale” e che ora, grazie alla collaborazione con Cooperativa Paso, Mestieri e l’Ufficio Collocamento della Provincia, si sposa con l’obbligo normativo di assunzione di persone con disabilità, di non semplice realizzazione nelle imprese altamente specializzate.
Un’opportunità che, in questo caso, si traduce concretamente nell’inserimento di due figure che, assunte dalla cooperativa, si occupano della gestione di questi spazi verdi, il cui raccolto viene venduto “in cassette” a prezzi simbolici agli stessi dipendenti. Durante la visita guidata tra fiori e ortaggi, realizzati su strutture rialzate che ne rendono più agevole la coltivazione, i vari soggetti responsabili della rete, che intrecciando pubblico e privato ha prodotto, è il caso di dirlo, un modello, hanno espresso l’auspicio che l’esperienza possa essere replicata in altre realtà imprenditoriali del territorio. Il presidente Riva ha sottolineato come quest’esperienza vada oltre un esempio di positivo recepimento degli obblighi normativi per le grandi aziende, rappresentando anche un differenziale competitivo sotto il profilo economico per il territorio, nonché affettivo e relazionale. Il presidente della Cooperativa Paso, Raffaele Pirovano, ha evidenziato la specificità della loro azione rispetto all’integrazione delle persone con disabilità nei contesti aziendali attraverso programmi di rigenerazione ambientale: oggi sono già 17 le persone impiegate in questi progetti, 122 quelle complessivamente collocate.
La Provincia, ente in prima linea nel collocamento mirato per le fasce più deboli, per voce della referente Marta Crimella, ha illustrato il percorso che ha permesso a soggetti diversi di mettere a terra un progetto capace di coniugare le esigenze aziendali con le opportunità occupazionali e di crescita delle persone coinvolte. Ben 68 le convenzioni stipulate tra cooperative e imprese nel 2025, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e con 111 persone assunte. Rilevante anche il ruolo dell’unità organizzativa lecchese di Mestieri Lombardia, rappresentata da Chiara Tenzi, nell’individuazione di percorsi lavorativi in linea con le aspettative e le esigenze delle persone più fragili nei contesti sociali e familiari.
Un modello che il sottosegretario regionale Mauro Piazza non ha esitato a definire virtuoso, anche alla luce del forte impegno della Lombardia che ha complessivamente investito 90 milioni, 6 dei quali per i progetti di integrazione socio-lavorativa: «Un fronte che vede certamente brillare la provincia di Lecco. L’obbligo normativo può essere onorato concretamente quando incontra la sensibilità dei territori, dal tessuto produttivo al lavoro, tanto di contorno quanto essenziale, delle cooperative».
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