Finanziamenti straordinari in calo: l’edilizia si pone interrogativi

Prospettive Quali commesse potranno sostenere il settore nei prossimi anni in Valle? Rallentamento dei nuovi bandi: nel primo semestre 93 milioni di valore contro i 187 del ’25

Lettura 2 min.

La stagione dei finanziamenti straordinari si avvia alla conclusione e per l’edilizia di Valtellina e Valchiavenna si aprono interrogativi su quali commesse potranno sostenere il settore nei prossimi anni. Una questione che trova riscontro nei numeri.

I nuovi bandi di opere pubbliche segnano un rallentamento: nel primo semestre di quest’anno il loro valore in provincia di Sondrio è sceso a circa 93 milioni di euro, contro i 187 milioni dello stesso periodo del 2025. Una riduzione di circa la metà, in controtendenza rispetto alla Lombardia, dove gli importi messi a gara sono invece cresciuti del 31%.

Il mercato

A fotografare il mercato è il rapporto Silrop di Ance Lombardia, con dati di Cresme Europa Servizi. I numeri misurano il valore delle nuove gare, non il lavoro ancora da eseguire nei cantieri già avviati né il fatturato delle imprese. Un calo che non significa dunque attività dimezzata, ma che pone un interrogativo sulla continuità degli investimenti e sulle prospettive della domanda pubblica.

Il ridimensionamento arriva dopo una fase di investimenti consistenti. In provincia il valore dei bandi aveva raggiunto i 423 milioni di euro nel 2024, per poi scendere a 322 milioni nel 2025. Complessivamente, dal 2019 al giugno di quest’anno, il rapporto censisce 1.271 bandi per un totale di 1,479 miliardi.

Una parte della spinta è arrivata dal Pnrr e dal Piano nazionale complementare: tra gennaio 2021 e giugno 2026 le due programmazioni hanno alimentato 180 bandi per circa 202 milioni, rappresentando il 16% del valore delle gare provinciali, contro una media lombarda del 18%. Una quota significativa, anche se la maggior parte del mercato locale delle opere pubbliche dipende da altre fonti di finanziamento, la cui programmazione sarà decisiva anche nei prossimi anni.

Intanto una parte degli interventi finanziati si è già concretizzata in opere concluse. Nel gruppo dei cinque cantieri del prospetto provinciale, per un costo complessivo di circa 13,3 milioni, quattro risultano ultimati al 30 giugno: l’ammodernamento dell’impianto di recupero rifiuti di Cedrasco, il nuovo polo per l’infanzia di Ardenno, la riqualificazione della scuola Torelli di Sondrio e i primi due lotti della rigenerazione dell’area ex Enel, tra via Nani e via Europa, sempre nel capoluogo. Il nuovo asilo nido di Chiavenna è invece indicato al 95%, con conclusione prevista dalla scheda entro agosto.

Questo gruppo di interventi rappresenta soltanto una parte degli investimenti arrivata al termine dei lavori. Se per le imprese il completamento delle opere si traduce nella ricerca delle prossime commesse, nei cantieri ancora aperti la gestione della fase conclusiva, con le scadenze da rispettare e il coordinamento delle diverse imprese coinvolte, porta in primo piano la complessità della filiera.

Procedure

Tema che emerge dallo stesso rapporto: per la scuola Torelli sono indicate nove imprese subappaltatrici autorizzate, per i due lotti dell’area ex Enel dieci. Sono tre per il polo di Ardenno e quattro per il nido di Chiavenna.

E proprio sulla gestione di questa complessità, strettamente legata alla sicurezza, interviene la FenealUil Lombardia, chiedendo alla Regione e alle stazioni appaltanti l’apertura di tavoli territoriali dedicati alla sicurezza. «La corsa contro il tempo per le scadenze non può trasformarsi in un rischio per la vita dei lavoratori», afferma il segretario generale Riccardo Cutaia.

La Feneal chiede dunque il contrasto ai subappalti a cascata, la verifica della qualificazione delle imprese attraverso la patente a crediti, formazione preventiva in orario di lavoro, maggiori risorse per i rappresentanti territoriali della sicurezza e il potenziamento degli ispettorati. Una richiesta di confronto che riguarda l’intera Lombardia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA