I vini del Lario in costante crescita, il traino del turismo

A Verona la più importante fiera del settore enologico, non solo a livello nazionale. La degustazione del Consorzio Igt Terre Lariane

Verona

È un Vinitaly che prova ad affrontare le incertezze del momento con segnali di speranza.

La più importante fiera enologica italiana, infatti, giunta alla 58esima edizione nella sua sede storica di Verona, resta un importante riferimento per i produttori, per capire in che direzione va il mondo del vino non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Questo grazie anche alla presenza di oltre mille buyers internazionali, che sicuramente offrono anche una chiave interpretativa del momento – non facile – che stanno attraversando i mercati mondiali.

«Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano – ha spiegato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo -; un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero».

Un sistema che riguarda anche la piccola realtà comasca: i produttori dell’Igt Terre Lariane, che comprendono le cantine vitivinicole delle province di Como e Lecco, non sono presenti con uno stand, ma hanno comunque rappresentato questa produzione di nicchia attraverso una degustazione mirata per i professionisti.

«Il Consorzio Vini IGT Terre Lariane anche quest’anno ha messo un piccolo piede nel palinsesto dei programmi del Vinitaly – ha spiegato Claudia Crippa, in rappresentanza del Consorzio presieduto da Marco Casati - in particolare al padiglione Lombardia Palaexpo, con Ascovilo. Qui abbiamo avuto modo di parlare dei nostri vini che sono in costante crescita, in termini di numeri e di etichette (siamo arrivati a un centinaio di referenze). È una piccola “bolla” felice nel mercato».

Felici, ma non “distratti”, bensì molto attenti a quello che sta avvenendo nel mondo. «Oggi sicuramente c’è veramente tanta incertezza, i consumi sono cambiati, non è un momento di crisi ma è un momento di cambio di costume – continua Claudia Crippa -. Di sicuro ci sono tanti fattori che determinano il minor consumo di vino non solo nei giovani, ma un po’ in generale».

«Noi però per fortuna - afferma ancora la rappresentante del Consorzio lariano - viviamo anche un territorio che è in grande slancio turistico. Oggi è importante essere dei professionisti, non c’è spazio per progetti banali o superficiali, ma c’è bisogno di aziende che vogliano lavorare bene, in maniera seria e professionale, con le giuste competenze, e con la necessaria attenzione ai paesaggi e al rispetto del territorio. Le aziende che hanno questo respiro sicuramente non avranno grossi problemi per il futuro. Ovviamente, ma è quasi banale da dirsi, i vini dovranno essere assolutamente buonissimi».

E dice ancora Claudia Crippa: «Abbiamo la fortuna di stare e di produrre in un territorio paesaggisticamente bellissimo: di conseguenza l’invito è sempre di venire anche nelle nostre aziende, per capire il lavoro che facciamo. Non basta però aprire le porte delle nostre cantine - conclude -, ma bisogna farlo con qualità e professionalità».

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