Iperal, il cibo non si spreca: nel 2025 recuperate 468 tonnellate di prodotti freschi

Quasi mezzo milione di chili di generi alimentari sottratti ai rifiuti e rimesse in circolo grazie a una rete capillare di collaborazioni con il terzo settore

Quasi mezzo milione di chili di cibo recuperato invece che sprecato. È il bilancio 2025 dell’impegno di Iperal contro lo spreco alimentare: oltre 468 tonnellate di prodotti freschi sottratte ai rifiuti e rimesse in circolo grazie a una rete capillare di collaborazioni con il terzo settore.

Un lavoro strutturato, portato avanti punto vendita per punto vendita, che coinvolge tutti i 57 supermercati Iperal attivi in 8 province lombarde. L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale e sostenere concretamente il territorio, recuperando alimenti ancora perfettamente consumabili ma non più vendibili, nel rispetto della Legge 155 sulla distribuzione solidale.

I prodotti recuperati spaziano dall’ortofrutta confezionata ai freschi, dal banco frigo allo scatolame dolce e salato. Alimenti che hanno superato il termine minimo di conservazione ma restano idonei al consumo e trovano una seconda vita grazie alle associazioni.

Accanto al rapporto consolidato con il Banco Alimentare e le Acli in Valcamonica, Iperal collabora con numerose realtà locali e volontari che, ogni settimana, si occupano del ritiro e della redistribuzione del cibo.

I numeri raccontano bene la portata dell’iniziativa. Nel 2025 il valore complessivo delle donazioni — considerando anche le altre categorie oltre ai freschi — ha superato 728 mila euro. La Brianza guida la classifica con oltre 117 mila chili recuperati, seguita da Bergamo con più di 92 mila. Superano le 70 tonnellate anche Como e Sondrio; Brescia va oltre i 52 mila chili, mentre Lecco supera quota 38 mila. Più contenuti, ma comunque significativi, i dati della provincia di Milano, dove incide il numero inferiore di punti vendita.

Il recupero, però, è solo una parte della strategia. Nei supermercati Iperal la prevenzione dello spreco parte dal controllo quotidiano delle scadenze. I prodotti prossimi alla data limite finiscono sugli scaffali con il “Bollone 50%”, lo sconto che permette ai clienti di risparmiare e allo stesso tempo di evitare che il cibo venga buttato.

Un’azione concreta, quotidiana, che trasforma la sostenibilità in pratica e rafforza il legame tra impresa, ambiente e comunità locali.

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